Apertura degli archivi segreti

Alcuni anni fa don Franco De Pieri, erede e ultimo collaboratore di monsignor Vecchi, ha dato vita ad una fondazione che portava il suo nome. In occasione di una qualche ricorrenza significativa della vita e della morte di monsignore, attraverso questa fondazione, don Franco ha pubblicato un opuscolo che raccoglieva le testimonianze di diverse persone che avevano avuto rapporti con questo sacerdote il quale ha ben meritato nei confronti della nostra città.

Sono cosciente che ad oltre trent’anni dalla sua morte molti mestrini conoscono il nome di don Vecchi perché i nostri Centri, che abbiamo voluto portassero il suo nome, l’hanno reso universalmente noto, pochi però conoscono la vita e le opere di questo monsignore. Per questo motivo ho pubblicato su “L’Incontro” testimonianze che lo riguardano estrapolandole da suddetto opuscolo.

Avendo esaurito tali testimonianze, ho chiesto al prof. Andrighetti, che sapevo aveva anche lui pubblicato un volume sui sermoni e sulle meditazioni di monsignore, se aveva qualche scritto da offrirmi. Il signor Andrighetti, con tanta gentilezza, mi ha regalato non solamente il suo volume, ma anche quello scritto dal giornalista di Gente Veneta Paolo Fusco.

Il volume di Fusco mi era già stato donato, ma l’ho smarrito al tempo del trasloco da Carpenedo al “don Vecchi”. Ho cominciato a leggere la biografia di Fusco non solamente perché Fusco ha uno stile agile e piacevole, ma anche perché per più di un trentennio sono vissuto a stretto contatto con monsignore, prima perché suo allievo al liceo, poi come suo cappellano a San Lorenzo e quindi come sacerdote nella chiesa mestrina di cui lui era il delegato del Patriarca.

La storia di monsignore è perciò quanto mai intersecata anche col mio passato e quindi ero quanto mai curioso di conoscere certi retroscena che non avevo mai conosciuto: opinioni nei miei riguardi da parte dei protagonisti della Chiesa veneziana di quei tempi ed anche progetti, reazioni di monsignore che m’erano ignoti.

La lettura del volume mi ha dato la sensazione della scoperta di trame sconosciute della storia, che vengono a galla solamente quando i preposti agli archivi o l’autorità autorizzano la loro consultazione. Fusco ha fatto un lavoro immenso e sta facendomi conoscere un monsignor Vecchi che assolutamente non conoscevo.

Tornerò di certo su questo volume perché ha fatto luce obiettiva su decenni della storia della Chiesa veneziana. A mò di esempio sono venuto a sapere che monsignore ambiva ad essere il responsabile della Chiesa mestrina, mentre Patriarca e curia erano e sono ancora lontani mille miglia da questa visione.

Monsignore desiderava abbandonare la mansione di parroco per vivere appieno quella di delegato patriarcale – e questo lo sapevo perché aveva già comperato la sede a tale scopo – non sapevo però che mi aveva ingenuamente proposto come parroco di San Lorenzo, cosa che era inimmaginabile. Anche don Vecchi fu un ingenuo.

12.09.2014

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