Finalmente!

In questi giorni, con mia infinita sorpresa, un mio collega, un po’ più giovane di me, prima a voce, poi per iscritto, mi ha manifestato la sua ammirazione per il “diario” che io vado scrivendo da una vita ma che lui ha scoperto solo recentemente su “L’Incontro” e mi ha pure incoraggiato a continuare per il bene della Chiesa di Mestre. La sorpresa è stata ancora più grande perché, sempre nella sua missiva, mi ha confessato che in passato non aveva nei miei riguardi una posizione del tutto positiva. Riaffermo che sono stato veramente sorpreso perché mai, o quasi mai, un collega sacerdote mi ha confidato di leggere i miei scritti, anzi più di uno ha proibito nel tempo che “L’Incontro” fosse in distribuzione nella sua chiesa.

Talvolta sono andato in crisi al pensiero che i miei colleghi reputassero pericoloso per i loro fedeli il mio messaggio e la mia proposta cristiana, che per quanto la giudichi in maniera critica, si rifà, o vorrebbe rifarsi, totalmente al messaggio di Gesù. E’ vero che non sono preoccupato di usare una terminologia e delle riflessioni troppo attente di piacere ai capi, ma nella sostanza ho sempre cercato di proporre una Chiesa libera, povera, aperta al confronto ed estremamente convinta della validità del suo messaggio.

Aldilà di qualche espressione un po’ decisa, credo di non aver mai sfiorano i limiti dell’ortodossia, comunque mai intenzionalmente ho voluto farlo. In molte occasioni, invece, m’è venuto da pensare – ma questo non è di certo virtuoso da parte mia – che certi colleghi e soprattutto certi parroci, temessero il confronto tra il nostro periodico e il loro foglietto.

Un carissimo amico, cristiano convinto e coerente, al quale ho confidato che il foglietto del suo parroco – che è appunto uno di quei parroci che rifiutano il nostro periodico – è veramente inconsistente, anzi desolante, mi ha fatto osservare che ognuno ha le sue doti particolari e perciò si deve comprendere anche chi è meno dotato. Ho trovato saggia e valida questa osservazione, però da un lato rifiuto chi si comporta da despota, o peggio da satropo nel suo territorio e dall’altro lato penso che far spazio a chi ti può dare un aiuto e fargli una supplenza, sia non solo intelligente, ma anche virtuoso.

Comunque sono stato contento di incassare questa approvazione che spero mi faccia da contrappeso alle critiche e ai rifiuti di altri “confratelli”.

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