Faticosa conversione

Mi pare di aver scritto un paio di settimane fa che il progetto per la nuova struttura per le urgenze abitative, che la stampa preferisce inserire sulla sequenza dei Centri don Vecchi dandole il numero sei – mentre essa non si occuperà di anziani – nell’iter burocratico ha dovuto passare all’esame della municipalità.

Il parlamentino del quartiere può dare un parere soltanto consultivo, però un po’ per darsi una certa importanza e un po’ perché i membri della sinistra hanno ancora nel loro Dna il peccato originale dei discendenti di Marx, Stalin e Togliatti, hanno avuto a che dire sul nuovo progetto. Se poi non fossero questi due motivi, probabilmente inciderà il complesso che nasce dal constatare che mentre loro chiacchierano sul bene dei meno abbienti, c’è invece chi parla meno e si dà da fare concretamente.

Questa discussione con le relative obiezioni e la trovata salomonica di domandare ad una commissione l’approfondimento della questione, mi ha mandato in bestia. Gente che invece di facilitare i cittadini di buona volontà che fanno quello che dovrebbero fare codesti amministratori, seppur di ultimo rango, invece mette loro i bastoni fra le ruote, è cosa che mi risulta assolutamente insopportabile.

Oggi la “Nuova Venezia” annuncia, in un articolo di sei colonne, che domani la municipalità voterà il progetto che poi passerà alla firma del commissario Zappalorto. Sono assolutamente certo che il progetto passerà. Se votassero contro sarebbe un boomerang a tutto loro danno.

Il presidente della commissione urbanistica municipale, Giacomo Millino, ha saggiamente affermato che questo progetto “è una risposta concreta della Fondazione Carpinetum che da decenni è attenta ai nuovi disagi della nostra città e si occupa stavolta di quella popolazione esclusa dagli interventi dei servizi sociali”. Mentre mi ha alquanto irritato la presa di posizione del delegato del PD Vincenzo Conte che ha affermato: «Non discuto minimamente la bontà di questo progetto. Anzi. Però faccio notare la velocità con cui gli uffici lo hanno approvato a scapito di altri interventi edilizi di privati cittadini.».

E’ persino inimmaginabile che un pubblico amministratore, anche se di infimo grado, critichi la “velocità”, che poi è una “velocità da lumaca” perché sono mesi che abbiamo presentato in Comune la richiesta di concessione edilizia. Comunque, invece di tallonare la burocrazia comunale eternamente lenta e invece di auspicare che gli interventi di ordine sociale abbiano un iter privilegiato, è stupefacente che trovi da dire per l’approvazione del progetto.

Mi auguro che il commissario Zappalorto, che non esce da una sede di partito, sia più saggio e determinato di chi è solito impostare ogni cosa con discorsi inconcludenti. Questi politici sono ben tardi “a convertirsi” alla concretezza e all’efficienza.

27.08.2014

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