Antonio Stella

Goffredo di Buglione, che penso sia stato un frate un po’, o forse molto, esagitato a cui andava stretto il convento, attraversò i vari Paesi d’Europa predicando la crociata per la liberazione del Santo Sepolcro al grido di: “Dio lo vuole!”.

Le cose andarono veramente male perché con queste motivazioni religiose veramente inconsistenti i cristiani si macchiarono di una marea di sangue e di infinite nefandezze.

Partendo da questa premessa, mi guardo bene dal tentare di promuovere oggi una crociata contro la burocrazia, un po’ perché mi manca il talento per galvanizzare le folle, ma soprattutto perché, pur avendo delle motivazioni più solide di quelle di Buglione, non vorrei che succedessero cose simili a quelle tanto deprecate delle vecchie crociate in Terrasanta.

Ho la sensazione poi che Renzi, che a livello di affabulazione è infinitamente più esperto di me, si sia fatto ingoiare dalle sabbie mobili che un po’ alla volta pare lo stiano inghiottendo. Per l’abolizione del Senato ha scatenato una bagarre tale che non si sa proprio dove vada a finire, per il voler fissare un tetto massimo per lo stipendio dei manager degli enti pubblici pare che tutto si sia incagliato, per la riduzione della retribuzione scandalosa degli addetti al Senato e al Parlamento le cose non vanno meglio.

Prego sempre per il “povero Matteo” affidandomi particolarmente a santa Rita, che dicono sia esperta nelle cose impossibili, suggerendole poi di costituire un pool, assieme a sant’Antonio e a Padre Pio, perché se non si mettono di mezzo loro me la vedo proprio brutta! La burocrazia è stata una delle principali cause del fallimento del comunismo reale in Russia, però credo che ora minacci anche la nostra povera democrazia che è di certo più fragile del monolitico partito comunista russo.

Da alcuni giorni qualcuno mi ha informato che sul canale 48 della televisione si trasmettono in continuazione notiziari di informazione. Quest’oggi ho aperto per caso la televisione su quel canale mentre stavano intervistando il celeberrimo giornalista Antonio Stella che, una volta ancora, denunciava la morsa mortale della burocrazia statale e parastatale che soffoca nella sua melma ogni tentativo di innovazione.

Antonio Stella, per chi non lo sapesse, è il giornalista che ha pubblicato un paio di volumi sulla “casta”, quell’agglomerato di parolai inconcludenti che sta affondando l’Italia. Nella brevissima intervista ha raccontato due perle così significative che sento il bisogno di renderne partecipi i miei amici. Una signora, andata a Lourdes cieca, è tornata a casa guarita e, da persona onesta, ha denunciato la guarigione perché le togliessero la pensione di cecità che non le spettava più. L’INPS s’è opposto perché, non credendo lo Stato laico ai miracoli, per esso doveva continuare ad essere considerata cieca!

La seconda perla della burocrazia: per uno svarione un cittadino vivo e vegeto era stato considerato morto da due anni. Il cittadino ha dovuto documentare, con tanto di certificati, che era vivo. I burocrati non si accontentarono però della sua certificazione per l’anno corrente, ma pretesero anche quella dell’anno pregresso. Altro che liberazione del Santo Sepolcro, liberarci da questa pestilenza è il più impellente bisogno.

22.07.2014

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