Il pope dei moldavi

Qualche mattina fa mi ha raggiunto nella sagrestia della mia “cattedrale” il pope della chiesa ortodossa moldava. Già mi aveva contattato alcune settimane prima per chiedere il mio aiuto, cosa che ho fatto, però senza alcun risultato.

Questo pope (vengono chiamati pope i sacerdoti delle chiese ortodosse dei paesi dell’est, come pure quelli del medio oriente), è un giovanottone robusto ed aitante, con moglie ed una figlia, che si guadagna da vivere facendo l’autista, perché la sua Chiesa gli passa “coerentemente” con i magri stipendi della Moldavia, ben 50 euro al mese! Il problema di questo ministro del culto è quello di trovare un locale per le messe domenicali, il catechismo per i bambini e per tutto quello che attinge all’attività di una parrocchia. Attualmente celebra a Marghera in una stanza di 50 metri quadri che gli costa 200 euro di affitto al mese.

Nel primo incontro mi chiese se l’aiutavo a trovare un capannone a modico affitto che lui, con i suoi fedeli, avrebbe adattato a chiesa. Condividendo fino in fondo il motivo di questa richiesta, feci per due tre volte un appello su “L’Incontro”, senza però ottenere risposta alcuna. La nostra città è, lo si voglia o no, in posizione di diffidenza e di rifiuto nei riguardi degli extracomunitari, perfino per quel che riguarda le cose della religione.

L’altra mattina il pope è ritornato tutto speranzoso, avendo scoperto che la chiesetta falsogotica dell’ex ospedale Umberto Primo è stata lasciata in piedi. Perché non venga profanata le hanno murato la porta. Quella chiesa io la conosco assai bene perché è stata restaurata dal commendator Chiozza, il cittadino che più di 30 anni fa avrebbe costruito pure il nuovo ospedale di Mestre se i democristiani di sinistra, partito al quale pure Chiozza apparteneva, non gli avessero messo i bastoni fra le ruote per motivi di faide interne. La conosco bene perché vi ho celebrato tante volte quando mi fu chiesto di sostituire i padri camilliani come cappellano dell’ospedale.

Per venire incontro al pope il primo inghippo era di sapere se l’immobile apparteneva alla ULSS 12 o al Comune. Mandai il pope da Venturini della municipalità. Stamattina il sacerdote moldavo mi riferì che apparteneva al Comune e perciò mi chiedeva di dargli una mano per contattare il responsabile. Ora, col commissario, non saprei più a che santo rivolgermi. Avendo saputo che tra Mestre e Venezia i moldavi sono seimila, il gruppo etnico più numeroso, dapprima pensai che uno sciopero delle badanti moldave metterebbe in ginocchio le famiglie dei vecchi di tre quarti della città. Poi suggerii di far firmare una petizione da parte dei moldavi e dei preti mestrini in appoggio alla richiesta. Infine mi è venuto in mente di far stampare una lettera circolare e farla spedire da ogni singolo moldavo al commissario. Spero che questa “crociata” abbia un esito più positivo di quello per la conquista del Santo Sepolcro!

21.07.2014

Una risposta a “Il pope dei moldavi”

  1. Vi ringrazio moltissimo Don Armando siete uno dei pochi che capisce la nostra amara realtà. Vorrei incontrarlo quando e possibile grazie di cuore.

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