I fioretti di Papa Giovanni

Ieri mi ha raggiunto una telefonata dal contenuto un po’ insolito da parte di un nipote di Sandro Vigani, direttore di “Gente Veneta”, il settimanale del Patriarcato di Venezia e parroco della comunità di Trivignano. Don Sandro è un valido giornalista, che oltre a dirigere questo settimanale, scrive quasi ogni settimana l’articolo di fondo. Gli interventi di don Sandro sono sempre puntuali ed intelligenti.

Questo nipote, ormai affermato nel campo della stampa, con la sua telefonata mi ha chiesto di suggerirgli qualche episodio su Papa Giovanni quando era patriarca di Venezia, perché io sono stato ordinato da lui e rimango uno dei sempre più rari anziani che lo hanno conosciuto personalmente.

Non credo di poter aggiungere qualcosa di talmente nuovo su questo Papa che già non si sappia, perché sulla sua vita e sul suo pensiero c’è una letteratura quanto mai vasta ed approfondita, però conservo nella memoria alcuni flash a me cari che anticipo ai miei amici de “L’Incontro”.

Ricordo con piacere, riconoscenza ed emozione che dopo avermi ordinato sacerdote a San Marco, invitò mio padre e mia madre, persone quanto mai umili, a prendere il caffè a casa sua, nel palazzo patriarcale, quasi a ringraziarli di aver donato alla Chiesa di San Marco il loro primo figlio, anche se avrebbe potuto essere utile nella bottega di falegname di mio padre… Da questo gesto si coglie la calda umanità di Papa Roncalli.

In altra occasione ho colto invece la sua responsabilità di “capo”. Quasi sessant’anni fa mi avevano chiesto di commentare il Vangelo sul settimanale della diocesi “La voce di San Marco” e l’avevo fatto coerentemente alle mie convinzioni, come poi ho sempre fatto. Incontrandomi, Papa Giovanni mi riferì: «C’è stata qualche lagnanza per i suoi interventi. Lei continui, e sappia che alle sue spalle c’è il suo Patriarca».

Un’altra volta raccontò a noi chierici il suo primo intervento a Parigi, dove era stato nunzio apostolico. In qualità di rappresentante del corpo diplomatico, doveva fare un intervento ufficiale alla presenza di De Gaulle, che primeggiava per la sua grandeur e a quel tempo voleva chiedere le dimissioni di una sessantina di vescovi che, a parer suo, si erano compromessi col governo filotedesco del generale Pétain. Preoccupato per la Chiesa, il Patriarca ci confidò che la sera prima di quell’incontro con De Gaulle, pregò il suo angelo custode di mettersi d’accordo con quello del generale. E quando gli chiedemmo come erano andate le cose, ci rispose: «Non poteva andare che bene!». Che fede semplice ma forte!

Voglio infine sottolineare un altro aspetto di Papa Giovanni che ricordo ammirato. Il Patriarca Roncalli dava del lei anche ai più pivellini dei suoi preti. Ora va di moda che prelati e vescovi diano del tu anche ai preti che hanno il doppio dei loro anni, ma non mi risulta che accettino che i preti usino il “tu” anche con loro. Che rispetto per la persona!

16.02.2014

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