Tassa sulla spazzatura

Ho una tale confusione in testa sui nomi delle nuove tassazioni, tanto mi sono sembrati strani e di contenuto incomprensibile, che mi è rimasta in mente solamente una semplificazione che qualche giornalista caustico e burlone ha sintetizzato in modo purtroppo vero: “paga e tasi!”. Io però non sono assolutamente di questo parere.

Comunque la vicenda del “don Vecchi” in proposito è veramente strabiliante. Pare che non si sappia ancora come e quando e quanto si dovrà pagare. La solita burocrazia, che pare non abbia assolutamente scrupoli su quanto devono pagare gli altri, ci ha mandato cartelle esattoriali per ben novantamila euro.

Confrontando queste cifre ripartite per i singoli alloggi dei residenti al “don Vecchi”, che abitano in appartamentini graziosi e belli quanto si vuole, ma che in fondo hanno una superficie che va dai 18 metri quadri a un massimo di 49, è risultato che proporzionalmente avrebbero finito per pagare più di chi abita in una villa o un castello.

Non appena il ragionier Candiani, che si occupa di queste cose, mi ha riferito questo triste discorso, gli imposi per prima cosa: “Ferma tutto!”, ed avendo inteso che avevano pagato già quarantamila euro, non solo gli chiesi di rimandare le cartelle al mittente, ma di studiare il modo di recuperare almeno un po’ del maltolto.

Dopo infiniti discorsi venne fuori che la Veritas ci aveva inserito nel settore “commerciale”, così poveri vecchi con una pensione di cinquecento euro ed un alloggio di venti venticinque metri quadri di media finirebbero per pagare proporzionalmente più degli Agnelli per la Fiat.

Non è stato facile venirne a capo: primo perché è più facile contattare Papa Francesco che non il funzionario della Veritas, secondo perché, a detta di qualcuno di questa azienda controllata dal Comune, la soluzione “don Vecchi” è in anticipo di almeno vent’anni sulla cultura della burocrazia dell’Ente, motivo per cui per loro è impossibile trovare la “casella” adatta per la nostra realtà.

Qualche telefonata concitata e qualche incontro piuttosto vivace con alcuni subalterni e soprattutto la minaccia di costringere la Veritas a tassare ogni singolo residente, ha fatto si che l’ente pubblico si decidesse a considerare i trecentocinquanta appartamentini dei quattro Centri come qualsiasi altra abitazione di ogni cittadino italiano.

Questo però è ancora poco: proprio per il fatto che noi concediamo gli alloggi agli anziani più poveri non vedo perché essi dovrebbero pagare le tasse come tutti gli altri cittadini, mentre i numerosi appartamenti che il Comune concede a 20 euro al mese a povera gente sono esonerati da qualsiasi tassa.

Una volta ancora capita che chi aiuta il Comune non solo non viene preso in considerazione, ma viene tassato per questo aiuto offertogli. Una volta di più mi viene da sognare e da desiderare una riforma ed un aggiornamento della burocrazia statale e parastatale quanto gli ebrei hanno desiderato e sognato la Terra Promessa. Temo però che, come Mosè, sarò costretto a vedere questa riforma solamente dall’alto, ma di non poterci mettere piede.

06.03.2014

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