L’educazione

Ho proprio l’impressione che Renzi stia affrontando una delle prove più difficili. Da una parte Il patto con Berlusconi, che è più furbo del diavolo, le irrequietezze di quelli della sua squadra che, pur sconfitti alla grande alle urne, non si rassegnano perché come nel passato pensano di essere il sole del domani (infatti sono già comparsi i cecchini che gli sparano alle spalle). Dall’altra parte Grillo che spalleggiato da alcuni partitini – che poi sarebbero i primi ad essere tolti di mezzo qualora la “rivoluzione” del comico prevalesse – non si rassegna ad essere spiazzato, perciò sta sparando tutte le cartucce che ha in canna.

Qualche giorno fa ho immaginato Renzi come “Daniele nella fossa dei leoni”, ora avverto che quei ruggiti si fanno ancor più rabbiosi e tentano di azzannarlo mortalmente. Però non ho perso la speranza pensando al piccolo David “di bell’aspetto e dai capelli fulvi” con la sua fionda e la riserva di ciottoli del fiume, contro il gigante Golia.

Per una strana concomitanza di eventi m’è capitato, proprio in questi giorni, di poter riascoltare i canti scout che uno dei miei “ragazzi” di mezzo secolo fa mi ha regalato. Tutta una rassegna di canti pregni di entusiasmo, di ottimismo, di coraggio e di fede gioiosa, che suonano come un inno alla vita, alla giovinezza e all’avventura. E, neanche a farlo apposta, m’è capitato pure tra le mani il testamento di Baden-Powell Gilwell, il fondatore degli scout, che trascrivo, perché rappresenta per un ragazzo una meravigliosa eredità.

Mi auguro, per il bene del nostro Paese, che il Matteo “nazionale” ritorni spesso a questa “sorgente” per trovare il coraggio e la determinazione per mantenere il suo sorriso, le sue battute franche e leali e la sua volontà di servire il prossimo nonostante tutto.

Eccovi il testamento; a me fa bene rileggerlo ogni tanto, spero che faccia bene a Renzi e pure a voi.

L’ultimo messaggio del capo

Cari scouts, se avete visto la commedia Peter Pan vi ricorderete che il capo dei pirati ripeteva ad ogni occasione il suo ultimo discorso, per paura di non avere il tempo di farlo quando fosse giunto per lui il momento di morire davvero.

Succede pressappoco lo stesso anche a me e per quanto non sia ancora in punto di morte, quel momento verrà, un giorno o l’altro,- così desidero mandarvi un ultimo saluto, prima che ci separiamo per sempre.

Ricordate che sono le ultime parole che udrete da me: meditatele.

Io ho trascorso una vita felicissima e desidero che ciascuno di voi abbia una vita altrettanto felice.

Credo che il Signore ci abbia messo in questo mondo meraviglioso per essere felici e godere la vita. La felicità non dipende dalle ricchezze né dal successo nella carriera, né dal cedere alle nostre voglie.

Un passo verso la felicità lo farete conquistandovi salute e robustezza finché siete ragazzi, per poter «essere utili» e godere la vita pienamente, una volta fatti uomini.

Lo studio della natura vi mostrerà di quante cose belle e meravigliose Dio ha riempito il mondo per la vostra felicità. Contentatevi di quello che avete e cercate di trarne tutto il profitto che potete. Guardate al lato bello delle cose e non al lato brutto.

Ma il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri. Procurate di lasciare questo mondo un po’ migliore di quanto non l’avete trovato e, quando suonerà la vostra ora di morire, potrete morire felici nella coscienza di non aver sprecato il vostro tempo, ma di avere «fatto del vostro meglio». «Siate preparati» così, a vivere felici e a morire felici: mantenete la vostra promessa di esploratori, anche quando non sarete più ragazzi, e Dio vi aiuti in questo.

Il vostro amico
Baden-Powell Gilwell

04.02.2014

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