Cadoro

Spero proprio che la crepa prodottasi nella diga che sembrava impenetrabile, stia felicemente aprendosi sotto la richiesta pressante delle persone che hanno a cuore la sorte dei concittadini in maggiore difficoltà a causa della crisi economica che imperversa nel nostro Paese.

Gesù ci aveva insegnato, già duemila anni fa, come fare per ottenere quello di cui il nostro mondo ha bisogno: “Bussate e vi sarà aperto, domandate e vi sarà dato…” Purtroppo noi siamo, sì, suoi discepoli, però non abbiamo imparato ancora molto dal nostro Maestro.

E’ risaputo ormai da venti, trent’anni, che gli ipermercati e le aziende che trattano i generi alimentari devono buttare una notevole quantità di cibo, pur essendo esso ancora perfettamente commestibile: questo a motivo delle norme attuali che ne proibiscono la vendita. I giornali infatti, periodicamente, denunciano questo scandalo.

Non è sempre per cattiveria che questi generi non sono messi a disposizione di chi ne ha bisogno, ma vengono buttati; spesso è l’organizzazione della distribuzione – che deve essere la più agile e la più economica possibile – che sconsiglia queste elargizioni perché diventano un costo per l’azienda.

Noi del Polo Solidale del “don Vecchi”, ne abbiamo parlato mille volte ed abbiamo fatto quanto mai pressione presso il Comune che avrebbe strumenti per risolvere il problema. Purtroppo il nostro Comune s’è dimostrato tanto insensibile a questo problema: preferisce preoccuparsi delle “grandi navi” piuttosto che dei poveri.

Comunque, tanto abbiamo fatto che prima il “discount di Noale”, più di un anno fa, ha cominciato a consegnarci questi prodotti, poi sono arrivate alcune pasticcerie, quindi, da due mesi, la “Despar”, ed ora finalmente la “Cadoro”.

Il signor Bagaggia, direttore di una delle associazioni di volontariato del “don Vecchi”, ha bussato per un intero anno alla porta della direzione di questa catena di ipermercati e finalmente la richiesta ha superato la muraglia burocratica ed è arrivata al signor Bovolato, nostro concittadino, proprietario dei magazzini della catena della “Cadoro”.

Abbiamo avuto un incontro in cui questo signore ha dimostrato una assoluta disponibilità, anzi entusiasmo nel poter collaborare a quest’opera di bene, Ora stiamo imbastendo un’organizzazione per il ritiro dei prodotti, impresa non facilissima perché almeno due volte al giorno per sei giorni la settimana i nostri volontari dovranno passare per tutti i cinque ipermercati per il ritiro dei prodotti alimentari.

Avremmo bisogno di almeno un’altra quindicina di volontari per il ritiro e la distribuzione. Comunque sono convinto che riusciremo a farcela pensando che il numero di giovani pensionati è davvero notevole. Ai pensieri vecchi se ne aggiungono di nuovi, però la soddisfazione di poter aiutare qualcuno che è in difficoltà è già una ricompensa più che sufficiente per continuare questa bella avventura.

29.01.2014

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