La ricchezza della diversità

Moltissimi anni fa, con monsignor Vecchi, sono stato a Brescia per vedere come una delle parrocchie più importanti stava affrontando il problema dei senzatetto che vagano nelle grandi città. Era il tempo in cui a San Lorenzo stavamo progettando Ca’ Letizia; e la visita fu certamente utile nei riguardi di questo problema di ordine pastorale.

In quella occasione ebbi modo di partecipare anche ad un incontro di giovani appartenenti al movimento “Comunione e liberazione”, fondato dal prete milanese don Giussani. La riunione aveva luogo nell’oratorio parrocchiale. Non ricordo il tema affrontato però, a parte il fatto che il gruppo dei giovani era molto folto e composito – c’erano universitari e pure lavoratori – fui colpito dal modo in cui si svolgeva l’incontro. Una volta impostato brevemente dal conduttore l’argomento, i presenti chiedevano, uno ad uno, la parola, per portare il contributo personale, però non solamente non era prevista la replica di altri, meno ancora il dibattito, ma neppure osservazioni negative o positive su quello che chi era intervenuto aveva detto.

Quando chiesi al responsabile il perché di questo metodo strano, mi rispose che così si evitava la polemica che, secondo lui, non arricchiva il dibattito, mentre così ognuno aveva modo di confrontare pacatamente le sue opinioni con quelle degli altri.

Più volte ho tentato di usare questo metodo negli incontri che ho presieduto, però non ci sono mai riuscito.

A me capita di fare ne “L’incontro” delle affermazioni frutto di una faticosa ricerca personale, però sempre avverto che ci sono lettori che mi tirano per la manica pretendendo che non dica, o meglio scriva, quello che a loro non sembra giusto.

Io so di non avere la verità in tasca, so pure di non essere un luminare del sapere e neppure un esperto, ed affermo anche che sono sempre disposto a cambiare idea quando giungo alla conclusione che quella degli altri è più valida e più saggia della mia, però mi vien da dire: «Lasciatemi dire quello che ritengo giusto, non ha importanza se voi non lo condividete; se credete opportuno tenetene conto, oppure tirate diritto per la vostra strada».

Ripeto ancora che il confronto corretto e la diversità sono sempre un arricchimento.

15.01.2014

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