Autonomia solidale

La cautela non è mai troppa in qualsiasi occasione e di qualsiasi cosa si stia parlando. Quando si è costruita la famosa “Torre Maya” che doveva diventare finalmente il nuovo ospedale – che poi con mia sorpresa si chiamò “L’Ospedale dell’Angelo” – scoprii che nel mondo imprenditoriale e dell’economia, fra i tanti modi per finanziare un’opera, c’è anche quello della “finanza di progetto”.

In realtà, quando si parla di questo tipo di contratto, lo si definisce con due parole inglesi, che per me che ho studiato solamente un po’ di francese durante la guerra, suonano come qualcosa di misterioso e di sorprendente. Comunque si tratta di una soluzione che permette di costruire un’opera grandiosa a buon mercato.

Il direttore della Ulss di allora, il dottor Antonio Padoan, presentò questo marchingegno finanziario come qualcosa di estremamente conveniente e risolutivo, anzi come qualcosa di prodigioso. Ora però che i cittadini hanno “licenziato” Galan, che era “la spalla” dell’ideatore dell'”Angelo”, sostituendolo con il governatore Zaia e che i rapporti tra Forza Italia e la Lega non sono idilliaci come allora, pare non solo che la soluzione di “finanza di progetto” non sia più per nulla conveniente, ma che sia perfino svantaggiosa e che l’aver costruito un’opera bella sia contro gli interessi della nostra società. Ho sentito almeno un paio di volte Zaia fare affermazioni del genere nei riguardi del nuovo ospedale.

La politica del nuovo governatore del Veneto pare più pragmatica, cosa comprensibile in un momento di grave crisi economica. Mi spiace però che il rifiuto del tipo particolare di finanziamento col quale s’è costruito l'”Angelo” finisca per stroncare anche l’architettura dell’unica opera di pregio che dall’ottocento in poi s’è costruita a Mestre.

Che l'”Angelo” sia costato tanto; che si sarebbe risparmiato facendo un debito con le banche, non discuto; però che si rifiuti l’unica struttura bella esistente a Mestre come una disavventura, mi dispiace davvero. Se dovessi accompagnare qualcuno che volesse visitare la nostra città, non saprei proprio dove portarlo se non a vedere la “Torre Maya” dell’Ospedale dell’Angelo. Col suo bel giardino pensile tra le dolci e leggiadre collinette trapunte di cipressi e i suoi due laghetti, è veramente bella.

Caro Zaia, lei avrà tutte le buone ragioni di questo mondo per risparmiare, però lasci stare questa unica “perla” tra le tante brutture e volgarità di Mestre, anche se fosse stata costruita da un dissennato sperperatore di pubblico denaro!

26.12.2013

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