Portavoce

Ho degli amici collaboratori semplicemente meravigliosi che sono per me più che una fortuna, una Provvidenza! Quest’anno ricorre il cinquantenario della morte tragica di Kennedy, il giovane e prestigioso presidente degli Stati Uniti, ucciso a Dallas. Ricordo che a quel tempo si diceva che il successo di J.F. Kennedy era dovuto in gran parte allo staff di persone quanto mai intelligenti che lui si era scelto come collaboratori.

Fatte le debite proporzioni, sono certo che se qualcosa mi è riuscita nel mio impegno di prete, lo debbo in gran parte ai miei collaboratori che io reputo capaci, ma soprattutto fedeli e generosi.

Vengo ad un fatto che a qualcuno sembrerà perfino banale. La data di questa “pagina” è il 3 dicembre 2013. Ebbene, la prossima settimana uscirà, ancora prima che finisca l’anno, il volume con il mio diario del 2013. La signora Laura, che inserisce e riordina pensieri, sintassi e grammatica dei miei scritti aggrovigliati e scorretti, il signor Luigi Novello, che ha stampato il prototipo del volume da mandare in tipografia, il signor Causin che ha corretto sollecitamente le bozze, il signor Cavinato che ha studiato l’impianto grafico della copertina e Gianni Bettiolo che ha fornito una splendida foto che mi ritrae mentre celebro messa nella splendida abbazia di Santa Maria in Silvis a Sesto al Reghena durante una gita pellegrinaggio, chi ha preso contatti con la tipografia e chi ha procurato i soldi per la stampa, tutti loro sono gli artefici di questa nuova edizione del diario 2013.

A questa bella gente debbo veramente tanto, anzi quasi tutto, e per questo ringrazio il buon Dio.

Ieri poi il cognato di Gianni, fotografo per diletto, mi ha perfino portato la magnifica foto inserita nel calendario 2014. Che cosa mai desidero di più? Tutta questa amabile gentilezza finisce poi per mettermi in crisi perché non riesco a ricambiare tanta generosità e a condividere quel po’ di successo che tanti addebitano a me, mentre va debitamente condiviso e la parte che mi spetta è quanto mai piccola.

Stamattina, mentre ho appeso il calendario con la bella foto scattata a Sesto al Reghena, sono stato colpito da un particolare che mi ha costretto a meditare: la foto mi ritrae mentre sto celebrando l’Eucarestia per i miei anziani e alle mie spalle c’è un grande e meraviglioso Cristo in croce. Guardandola ho sentito tutto il peso e la responsabilità di aver scelto di fare il prete. Il Cristo dell’antica basilica che è ritratto alle mie spalle, pare proprio che mi incarichi di essere il suo portavoce. Quante volte non mi sono sentito pesare questo compito così carico di responsabilità che, ogni giorno di più, mi fa sentire l’inadeguatezza ad una “missione impossibile”.

Spero proprio che Cristo non si sia sbagliato e non si sia stancato di farsi rappresentare da un povero gramo quale io so di essere.

03.12.2013

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