I ladri di galline e i ladri in frac

Io sono nato in campagna e una delle risorse più consistenti per la mia famiglia piuttosto numerosa era il pollaio. Le galline, le oche, le faraone, le anitre e i conigli erano una delle ricchezze che costituivano non solo una risorsa per la tavola, ma pure una merce di scambio per gli acquisti nella bottega degli alimentari. Spesso mia madre mi mandava a far la spesa pagando con le uova. Era un compito che mi faceva sentire povero, eppure era necessario farlo perché la paga di mio padre carpentiere era piuttosto miserella.

Il pollaio era collocato nel cortile e mio padre lo sorvegliava vigile mantenendo sempre a portata di mano lo schioppo calibro sedici con cartucce caricate a pallini, per custodire il nostro “tesoro” specie nelle notti buie senza luna che erano più propizie per i ladri di polli durante la notte.

Ben presto però sono venuto a conoscenza che di ladri ce ne sono di tutte le specie, tanto che è molto difficile farne una lista, perché oggi sarebbe troppo lunga. I giornali ci informano ogni giorno delle trovate più “geniali” per procurarsi denaro a buon mercato e senza sudare. Qualche settimana fa i ladri hanno sottratto, senza colpo ferire, trenta milioni di euro dal forziere di una società di vigilanza; l’altro ieri han rubato cento quintali di argento da un camion sull’autostrada. Ora mi pare di aver tristemente scoperto che come alle vecchie povertà oggi se ne sono aggiunte tante di nuove, così è avvenuto per la tipologia dei “ladri”. Oggi ci sono ladri che possono fregiarsi di titoli di ministro, governatore di Regione deputato, senatore, magistrato, sindaco, manager di enti pubblici e perfino senatore e i loro furti sono ben più consistenti di quelli perpetrati dai ladri di pollaio.

Queste categorie però, almeno nominalmente sono imputabili e perseguibili, anche se non sempre sono puniti come quelli delle galline. Ho però anche la sensazione che ci siano cittadini che a livello formale non possano essere definiti ladri, ma in sostanza forse delinquono più dei primi. Io vorrei chiedere ai miei amici come dovrebbero essere definiti i giocatori di calcio o di basket che percepiscono decine di milioni all’anno, i deputati, i managers degli enti pubblici, i magistrati, che già percepiscono stipendi favolosi, ma che un giorno prima della pensione sono promossi per averla raddoppiata. Così pure i capitani, i colonnelli, i generali dell’esercito e così via dicendo?

Vorrei chiedere alla gente molto più equilibrata e saggia di me: “Vi pare onesto che a fronte di decine di milioni di italiani che percepiscono una paga tra i millecinquecento e i duemila euro al mese ed una pensione ancora inferiore, questi personaggi possano accettare, senza batter ciglio, paghe e pensioni dieci, venti, trenta volte superiori a quelle dei comuni mortali, senza sentirsi rimordere la coscienza per questa grande ingiustizia e sostanziale illegalità?”.

Io confesso che non sono ancora riuscito a trovare un termine adeguato per definire questa realtà. Mi sta venendo il dubbio che la nostra società preveda un tipo di “furto reale”, ma non perseguibile penalmente!

19.11.2013

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