Decadenza ed ipocrisia

Sono tristemente convinto che Venezia stia decadendo in maniera ineluttabile sotto ogni punto di vista: economico, sociale, culturale e di costume. Non so se si riuscirà a farne un museo abbastanza dignitoso nel quale si ingessino palazzi, canali, strutture sociali, economia, arti e mestieri e offrirli quali reliquie della cultura dei tempi della Serenissima, perché “i foresti” possano visitare la nobile repubblica dei secoli passati ridotta a museo, ma per ora temo che stiamo offrendo al mondo lo spettacolo di una città in progressivo degrado a tutti i livelli.

Ho letto ieri mattina la bocciatura della presunzione del governo di Venezia di poter far dichiarare Venezia città della cultura, mentre è stata umiliata e collocata perfino dietro a Matera. Si, perché tra i mille altri difetti attuali di Venezia, c’è pure oggi la supponenza, l’arroganza e la presunzione di rappresentare ancora la Serenissima Repubblica.

Ma vengo al motivo per cui sento il bisogno di intervenire ancora una volta, cioè la scelta di cancellare dai documenti il nome di “padre” e “madre” per sostituirli con “genitore uno e genitore due”, e questo per mettere la tipica foglia di fico sopra la convivenza dei gay e delle lesbiche.

Credo che l’assessore che ha avuto questa trovata, portando avanti questa operazione pensi di dare maggiore prestigio, notorietà e pensi di presentare Venezia come la mosca cocchiera del progresso. Dico, senza mezzi termini, che reputo questa cosa un segno di ulteriore decadenza ed ipocrisia. A scanso di equivoci affermo che non ho nulla contro gli omosessuali, anzi auspico che si dia loro una copertura giuridica attenta alla loro situazione particolare; i gay e le lesbiche che io ho conosciuto sono delle degnissime persone che hanno diritto di essere rispettate e tutelate, ma non mi si dica che la loro convivenza possa essere denominata famiglia, perché questa è tutt’altra cosa! Non posseggo sufficiente competenza di ordine psicologico, pedagogico e sociale per dire se sia opportuno affidare loro dei bambini in adozione, anche se penso che con tutte le coppie normali che sono alla ricerca di adottare un bimbo o una bambina, questi siano il surrogato più simile alla paternità e maternità naturale essendo un uomo ed una donna “veri” che hanno delle doti specifiche e complementari. E certamente questi sono più idonei a crescere ed educare più positivamente di qualsiasi coppia omosessuale per quanto formata da soggetti corretti.

La trovata dell’assessore del Comune di Venezia manifesta il suo intento di essere ad ogni costo “à la page” con una certa opinione pubblica corrente e non certo un “doveroso coraggio” di andare contro corrente, accodandosi invece a chi sbraita di più.

Anche questo comportamento è per me segno di decadenza morale e civile, in netto contrasto col passato nobile ed elevato della nostra gente e della nostra città.

16.11.2013

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