“Dio lo vuole?”

Altre volte ho confessato che dopo aver recitato il rosario alle 20,30 con i miei vecchi sono un uomo “morto”. Non riuscendo a far niente di serio, mi siedo davanti alla televisione e dopo un minuto sono già addormentato, mentre il televisore, qualsiasi cosa trasmetta, mi canta la ninna nanna, a meno che un dibattito politico o un argomento che tocchi i nervi ancora nudi del mio spirito o della mia sensibilità non mi tenga desto. I discorsi che vertono sulla vita della Chiesa poi sono quelli che comprensibilmente mi interessano di più; non per nulla ho investito tutto il mio patrimonio vitale su questi valori.

Da un paio di settimane ho scoperto, sempre per caso perché non seguo mai i programmi pubblicati dai vari giornali, una serie di trasmissioni sulle crociate. La solita “Rai storia” ha in programma una decina di trasmissioni su questo argomento. Fin dalla prima puntata ho avuto l’impressione che si tratti di una trasmissione seria, documentata, per niente polemica, anzi obiettiva, almeno così mi è parso. Una voce legge un testo e sul video appaiono spezzoni di film che hanno trattato l’argomento, immagini di testi del tempo, oppure riprese di monumenti che, più o meno, si rifanno all’epoca delle crociate.

Qualche settimana fa definii “la Sacra Inquisizione” in generale, ed in particolare quella spagnola, come una macchia di pece sul “vestito bello” della Chiesa. Le crociate credo che siano ben più di una macchia, ma una cascata di “nero fumo” che oscurò per due o tre secoli l’immagine evangelica del “Popolo di Dio”.

Mentre la voce narrava, in maniera documentata, le vicende di questo tragico evento che sporcò in maniera quasi irreparabile il volto, il cuore e il pensiero della comunità cristiana, avevo la sensazione di trovarmi dentro a questo strumento medioevale di tortura chiamato “la vergine di Norimberga”, mediante il quale il condannato veniva chiuso dentro una sagoma irta all’interno di pungiglioni che trafiggevano il corpo trapassandolo da parte a parte. Sentire delle stragi operate dai crociati, che passavano a fil di spada i musulmani convinti di lodare il Signore con quelle atrocità, o sentire Goffredo di Buglione che percorse i paesi dell'”Europa cristiana” gridando e incitando la gente a partire per “liberare il santo sepolcro” al grido di “Dio lo vuole”, mi ha fatto provare la sensazione che le spade affilate trapassassero anche la mia coscienza. Ma la sofferenza è ancora maggiore pensando che anche oggi tanti credenti, sugli argomenti più disparati, affermano con ingiustificata sicurezza “Dio lo vuole!”, quando probabilmente certi discorsi non passano neppure per l’anticamera del volere del Signore!

9.11.2013

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