L’abito senza tasche

Un mio caro amico, che conosce il tedesco e, meglio ancora, la storia, i costumi, la tradizione di quel Paese, un giorno, parlando del rapporto col denaro, mi raccontò di una strana usanza del popolo tedesco. Non ho avuto modo di approfondire se ciò che mi disse fosse “una sentenza” o un detto popolare, o un’autentica usanza. Mi disse infatti: «Lei, don Armando, che ha come ministero principale il commiato ai concittadini che ci lasciano, sa come i tedeschi vestono i loro morti?». Pensai di primo acchito che gli mettessero o meno le scarpe nella bara, oppure avvolgessero la salma in un lenzuolo come assai raramente, ma talvolta, capita anche da noi (un po’ dappertutto c’è qualcosa di stravagante; io, ad esempio conoscevo un mio vecchio parrocchiano molto generoso – infatti mi lasciò in testamento svariati milioni di lire per i poveri – ma un po’ originale, che visse tutta la sua vecchiaia con la cassa da morto, con la quale l’avrebbero sepolto, sotto il suo letto).

Il mio amico, vedendo che non riuscivo a dargli una risposta esatta, mi disse che i tedeschi vestono i loro morti con un vestito privo di tasche. Al che rimasi più curioso di prima e allora lui, come mi raccontasse la cosa più saggia di questo mondo, mi informò che i tedeschi vestono così i loro morti perché essi non portano proprio nulla con sé quando vanno all’altro mondo.

Tante volte mi è venuto in mente questo discorso quando invito i miei concittadini che non hanno dei doveri diretti verso parenti prossimi, a ricordarsi, almeno nel testamento, delle persone che sono in grave disagio economico, specie se anziani, perché loro non hanno più la possibilità di un inserimento lavorativo. Comunque in città c’è sempre qualcuno – e magari fosse soltanto qualcuno – che, per i motivi più diversi, non riesce a sbarcare il lunario, mentre ci sono persone più fortunate, o forse più intraprendenti, che lasciano dei patrimoni grandi o piccoli che poi, alla fin fine, sono motivi di scontro e dissapori tra i pretendenti che in vita non li hanno quasi conosciuti.

In questi ultimi anni, grazie alle mie insistenze, e soprattutto alla testimonianza palpabile dei Centri don Vecchi, la Fondazione ha ricevuto più di un lascito. Però quanta più gente potrebbe ben meritare, di fronte a Dio e ai concittadini, se si ricordasse che vestendo per l’ultimo viaggio vestiti con o senza tasche, non può portare via assolutamente nulla se non la gratitudine del prossimo e i meriti presso Dio.

28.09.2013

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