L’ultimo giudice di Berlusconi

Non ho nessunissima intenzione di lasciarmi invischiare nei problemi di carattere giudiziario di Berlusconi. Sono convinto che il suo momento politico sia assolutamente finito o che, comunque, anche lo superasse, di “spade di Damocle” che gli pendono sulla testa ve ne sono almeno una mezza dozzina e tra le toghe, a torto o a ragione, ci sono giudici in ogni tribunale d’Italia che sono animati da particolarissima passione per applicargli le sacre leggi patrie.

Mi spiace constatare che altri imprenditori che portano un distintivo di un partito diverso da quello di Berlusconi, altri solamente preoccupati di fare i loro affari, abbiano una vita ben più tranquilla e che certi giudici abbiano meno scrupolo nel verificare i loro libri contabili.

Ricordo che tra le mie avventure sociali sono stato inserito “ad onorem” in un circolo del Rotary Club di Mestre. Tutti sanno che i membri di questo circolo si trovano in un albergo ogni settimana alterna, ascoltano una relazione di qualche esperto su tematiche sociali e cittadine e quindi cenano insieme. In una delle poche volte che vi ho partecipato per il fatto che mi avevano assegnato un contributo per le mie imprese di beneficenza, mi toccò di essere a tavola con il prefetto di una città vicina. Parlando di Berlusconi mi disse: «Io non faccio il tifo di certo per questo imprenditore e politico, però sono convinto che nella storia d’Italia nessun imprenditore ha avuto visite fiscali, denunce e quant’altro come Berlusconi». Questo avvenne 10-15 anni fa, e già allora, mi disse, che queste “visite” e queste denunce si contavano a svariate decine. Credo che negli anni successivi esse siano di certo aumentate a dismisura. Questo zelo particolare per un soggetto specifico non mi ha mai troppo convinto, per cui di certo andrò a votare per alcuni referendum da ridicali.

Non è però di questo che volevo parlare, ma della notizia letta su un “quotidiano indipendente”, ossia che il presidente della corte che da ultimo ha giudicato Berlusconi, gode di uno stipendio di 25.000 euro al mese (dico venticinquemila). Non ci volevo credere, perché non posso immaginare che mentre la gran parte degli italiani percepisce in media stipendi da 1200 1500 euro al mese, un uomo che rappresenta la giustizia accetti per stipendio una cifra così esorbitante. Ma che giustizia è mai questa?

Per favore, amici miei, non mi si dica che altri managers, parlamentari, generali, percepiscono anche di più; questo è ancora meno giusto, però almeno questi ultimi militano sotto le bandiere del partito, del denaro e delle armi – cose tutte sporche -, ma chi pronuncia sentenze sotto la scritta “La legge è uguale per tutti” dovrebbe vergognarsi e non giudicare alcuno, perché prima ha da “togliere la trave dal suo occhio”.

26.09.2013

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