“Avanti tutta!”

E’ nota la favola, o la leggenda, intitolata “Aspettando Godot”. In sintesi si tratta di qualcuno, comunità o singolo individuo, che passa il tempo e consuma la vita aspettando un “non si sa chi” che dovrebbe arrivare a risolvere problemi incombenti. L’attesa però non è espressa da un momento particolare della vita o da una situazione congettuale, ma da un atteggiamento o da uno stato d’animo senza motivazioni razionali, solamente da una forma di inerzia, di paura di prendere posizione e di misurarsi, o forse solamente per quieto vivere, per non aver fastidi, e quindi per “tirare a campare”, senza fatica e senza rischi.

Più volte, e forse troppe, per i gusti di certi miei colleghi, ho denunciato l’immobilismo, la “pavidità”, l’inerzia, la mancanza di tentativi di un nuovo annuncio evangelico, di un tentativo della tanto declamata “nuova evangelizzazione”. E con questo non dico che per tutti sia così; vi sono parrocchie che sperimentano, che tentano e soprattutto che danno testimonianza di impegno in questo o in quel settore della pastorale, ma purtroppo ce ne sono tante, tantissime altre, che vivono nell’ormai consunta poltrona della tradizione, sonnecchiando e sperando, più o meno inconsciamente, l’arrivo di “Godot” che “faccia il miracolo” di risolvere, con un tocco di bacchetta magica, il costante arretramento e la fuga sempre più numerosa di “pecorelle smarrite” o deluse, o perfino in rivolta, insoddisfatte dell’offerta religiosa povera e stantia che vien proposta dalla loro comunità cristiana.

Ogni volta che scorgo nella seppur minima iniziativa, un atteggiamento nuovo, un tentativo di rompere “il guscio”, provo ebbrezza nel volerlo far conoscere, perché diventi traccia da seguire per chi è meno dotato di spirito di iniziativa, però ho la sensazione che siano ancor troppo rare queste testimonianze profetiche. Ora poi, con l’esempio discreto, ma deciso, continuato, di Papa Francesco, cade anche la scusa che certe prese di posizione siano contrarie alla tradizione, ai codici, ai sinodi o all’insegnamento apostolico, perché Papa Francesco ogni settimana fa saltare gli “steccati” e gioca sempre più, anzi sempre, “all’attacco” ignorando quasi la “difesa”.

Sono profondamente convinto che il cristianesimo e la Nostra Chiesa dispongano ancora di immense potenzialità e potrebbero vivere un momento “magico” estremamente favorevole alla proposta cristiana, forse non intesa come “conquista formale di territori, ma come “lievito” nei riguardi di una società che, come non mai, chiede speranza, valori e certezze. Mi verrebbe da adoperare il linguaggio marinaresco per dire a parroci e cristiani di ogni livello: “Avanti tutta!”.

20.09.2013

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