Sono finalmente con la Bonino

Dai radicali mi divide l’oceano; pur ammirando la loro intraprendenza, la determinazione, l’intelligenza e lo spirito di sacrificio con le quali portano avanti le loro tesi, rifiuto in maniera categorica certo spirito anticattolico e libertario che li anima. Mentre sono con loro sul problema della giustizia, delle carceri, degli aiuti al terzo mondo, sul diritto alla libertà di coscienza che lo Stato deve garantire a tutti, sulla non violenza e su una certa economia di mercato pur mitigata dall’attenzione verso le classi più deboli. Detto questo, quando Letta ha scelto la Bonino come ministro degli esteri, sono stato contento perché lei è una donna preparata che poi non ha peli sulla lingua.

Da qualche giorno però la sto tenendo d’occhio particolarmente, di certo non per la sua avvenenza femminile, ma sul problema dell’intervento militare in Siria. Ancora una volta ho avuto modo di criticare la grandeur dei francesi e l’imperialismo atavico degli inglesi e sono veramente preoccupato per i tentennamenti di Obama il quale, nonostante le catastrofiche batoste che gli americani hanno subito in Vietnam, in Irak ed in Libia, sarebbe tentato di intervenite, pur mettendo in sicurezza i suoi soldati ma facendo piovere bombe e razzi sui poveri abitanti della Siria che di massacri e di rovine ne hanno avute e ne hanno al disopra di ogni possibile sopportazione.

Sto attento alle prese di posizione della Bonino, che penso voglia svicolare con il pretesto e la speranza che l’ONU non possa intervenire a motivo del veto dei russi.

Di certo mi sarebbe piaciuto che avesse detto fuori dai denti ai francesi, agli inglesi e agli americani: «Non contate su di noi, neppure per le basi che avete in Italia; noi siamo per la non violenza e per trovare ad ogni costo a tavolino e politicamente una soluzione per la tragedia siriana. Già me la sono legata al dito con Letta e il suo governo per la faccenda dei quindici miliardi di euro spesi per comperare i cacciabombardieri! Chi crede ancora nella forza delle armi appartiene al passato, alla barbarie, all’inciviltà! I nostri bambini non dovranno neppure più conoscere certi termini che non darebbero più corso nel nostro Paese, come: guerra, bombe, fucili!

E’ tristissimo sapere che i siriani si stanno scannando tra loro e stanno distruggendo le case della loro gente, però sarebbe ancora più triste se diventassimo, pure noi, gli artefici anche di un solo morto o della distruzione di una sola casa.

01.09.2013

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