Un’appendice necessaria

Cinque, sei anni fa, entrando in una chiesa di Mestre, dopo aver riverito nostro Signore, andai come faccio sempre, a curiosare sul banco stampa, almeno quando c’è. Chi ha un pizzico di esperienza sulle cose delle parrocchie, guardando quello che c’è su quel banco, si rende immediatamente conto dello spessore pastorale di quella comunità. Sono convinto che uno sguardo, benché rapido e sommario, fa capire meglio di una visita pastorale del vescovo, il tenore pastorale di una parrocchia.

In quella occasione, non trovai il bollettino – così sono comunemente chiamati i periodici delle comunità cristiane; trovai invece un opuscolo che riportava le preghiere del mattino e della sera. In verità era povero il contenuto e più povero il contenitore. Comunque quel libriccino mi riconfermò nella mia convinzione che i fedeli dai 30, 40 anni in giù non pregano più, anche perché non conoscono più alcuna formula di preghiera. Oggi al catechismo spesso si disegnano cartelloni o si fanno recite, ma spesso non si imparano più neanche le preghiere più elementari.

Partendo da quel reperto, memore del catechismo di san Pio X, che fu il testo della mia prima formazione religiosa, raccolsi le preghiere del mattino e della sera, e delle nozioni fondamentali della nostra religione, in un opuscolo. Gli misi in copertina un’immagine sacra con sotto il titolo “Libro delle preghiere e delle fondamentali regole morali per i cristiani”. Stilai una brevissima prefazione e in 18 paginette offrii il libretto ai cristiani di Mestre come “la scatoletta viveri per la sopravvivenza spirituale”. La cosa, insperatamente, ebbe un enorme successo. Attualmente siamo arrivati alla ventesima edizione ed avremo stampato finora venti-trentamila copie.

Da qualche tempo però mi pare di aver capito che sarebbe opportuno e doveroso stampare anche un’appendice a questo libro di preghiere e di verità cristiane, aggiungendo ai comandamenti, ai precetti, ai sacramenti, alle virtù teologali e cardinali e a tutto il resto, una serie di virtù e di valori umani che sono maturati pian piano nella nostra società, forse figliando dalla radice cristiana. Sono valori e virtù di cui il cristiano d’oggi non può assolutamente fare a meno, perché si metterebbe in un binario morto, abbandonato, su cui non passa il grande traffico umano, senza il quale il cristiano d’oggi non sarebbe compreso.

Purtroppo queste nuove virtù e valori non sono reperibili nei testi oggi in commercio; di certo non nei testi di teologia su cui ho studiato io mezzo secolo fa. Perciò tento di buttar giù una prima bozza in attesa di passare ad una sistemazione più seria di questi valori e di queste virtù.

Oggi certamente l’uomo religioso deve tener conto di realtà come queste: la lealtà, la veridicità, l’indole democratica, la fierezza dei convincimenti, il ripudio dei paternalismi, la fiducia nella ragione, lo spirito critico, la spontaneità affettiva, il primato della coscienza, l’anelito assoluto alla libertà, la partecipazione alla costruzione della società, la non violenza, la solidarietà, la tolleranza, l’accettazione del diverso, la coscienza del limite, un certo spirito laico.

Mi auguro di trovare qualcuno che mi aiuti a dare sistemazione a quest’amalgama di cui si nutre e di cui ha bisogno l’uomo d’oggi.

16.09.20113

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