Siate egoisti

Abbastanza di frequente mi imbatto in determinate espressioni in inglese, di cui, pur analizzando tutto il contesto del discorso, non riesco a capire il significato. Io sono nato in tempi in cui il Duce perseguiva decisamente la purezza della lingua. Ricordo ancora che nell’aula delle elementari, sulla parete era cancellato con un gran segno rosso il “lei” e il “loro” e sottolineati il “tu” e il “voi”; la maestra ci diceva che i primi erano inglesismi, mentre per noi, che siamo discendenti di Roma, era dovere nazionale adoperare il “tu” e il “voi”.

Da quel tempo ne è passata di acqua sotto i ponti! Per uno come me, che alle medie ha studiato un po’ di francese e che poi non s’è aggiornato con l’imparare l’inglese, molte espressioni rimangono assolutamente incomprensibili. Ho capito che con l’attuale meticciato del “villaggio globale” è fatale che la lingua corrente recepisca l’apporto di tanti “italiani adottivi” o di cittadini di altri popoli, però credo che si esageri un po’ e che sia quasi una moda o uno sfoggio vanitoso… per una terminologia importata.

La cultura attuale, determinata dalla televisione, ma soprattutto dal mondo del digitale, che sembra un fratello gemello di quello del vecchio telegrafo ormai morto e sepolto, è quasi costretta a concentrare il pensiero e a procedere per slogan.

Tante volte mi sono chiesto come fanno i nostri ragazzi a parlare d’amore, e non son ben certo se si usi ancora farlo con i messaggini del telefonino che di certo non permettono di dilungarsi in frasi galanti, romantiche e sentimentali. Spesso sono costretto a chiedere aiuto a suor Teresa, che di queste cose è più esperta, per capire il messaggio della pubblicità televisiva che per me non è di facile comprensione.

Oltre a l’uso eccessivo dell’inglese si incontrano poi delle trovate pubblicitarie che lasciano di stucco!

In questi ultimi tempi mi sono imbattuto in un annuncio pubblicitario che non solo mi ha sorpreso, ma mi ha anche lasciato di stucco. La ditta di pompe funebri Rallo, che è una delle più vecchie agenzie di Mestre, ha scelto uno slogan d’avanguardia: “Goditi la vita!”. Non ho ancora capito se si rifaccia alla vita eterna o a quella più godereccia e mondana di Lorenzo de Medici: “Cogli la rosa prima che sia sfiorita”.

Qualche giorno fa poi mi sono imbattuto in un altro messaggio messo nel mercato globale non so se dalla Caritas o da qualche altra associazione benefica: “Siate egoisti e fate del bene!”. In verità questo messaggio, pur invitando alla solidarietà, non mi pare sia proprio di stile evangelico perché interessato ed egoista; di certo non corrisponde al discorso di Gesù che ci invita a farci carico del povero, perché in questo caso non c’è possibilità di contraccambio e perciò si può sperare di avere la mercede nel Regno dei Cieli! Comunque, così va il mondo!

12.09.2013

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