La lettera a Putin

Solo Dio sa quanti papi avranno scritto ai despoti di turno, o almeno a chi detiene il potere dei popoli e dispone della vita e della morte dei loro cittadini, per implorare pace e per scongiurarli di non mandare i loro soldati – poveri uomini incolpevoli – a scannarsi con altri soldati con divise diverse ma, anch’essi, poveri uomini incolpevoli!

Non mi pare che questi appelli abbiano ottenuto tanti risultati; in genere i potenti di questo mondo si nascondono dietro a parole magiche ed altisonanti e continuano noncuranti per la loro strada. Ricordo l’appello di Papa Pacelli ai tempi di Mussolini, Hitler e Stalin col suo grido accorato: “Con la guerra tutto si distrugge, mentre con la pace tutto si guadagna!”. Loro continuarono imperterriti, condannando a morte decine e decine di milioni di uomini innocenti, così che sono ricordati dalla storia come dei sanguinari e degli infami, nel senso più stretto del termine.

Ricordo pure i tentativi accorati di Papa Wojtyla con Bush, ma l’esito non è stato più positivo e le conseguenze del rifiuto altrettanto catastrofiche ed amare. E ancora ricordo la lettera accorata di Raoul Follereau che chiese all’America e alla Russia l’equivalente di un cacciabombardiere perché con quei soldi avrebbe debellato la lebbra dal mondo intero. Non credo che questi governanti si siano degnati neppure di una risposta. Quella gente ascolta solamente i suoi generali, i signori della guerra, il cui mestiere non prevede altro che l’uso delle armi. Infatti sono professionisti della morte! Come se la forza offrisse un argomento razionale anche minimo, per risolvere i problemi dei popoli e dell’umanità.

Mi pare di aver sentito in questi giorni che Papa Francesco ha scritto a Putin per implorare una soluzione pacifica per la questione siriana. Credo pure che, se ha scritto a Putin, l’avrà fatto anche ad Obama. Per ora non ho avvertito che ci sia stata risposta alcuna.

Se penso a Putin, troverei un qualche motivo, pur non assolutamente valido, per il suo silenzio; egli infatti ha frequentato la scuola di uno dei più sanguinari servizi segreti, che si è macchiato di ogni sorta di crimini contro l’umanità. Ma se penso ad Obama, che è stato alla scuola di Martin Luther King, allora mi è assolutamente impossibile comprendere la sua smania di sparare dal mare anche una qualche salva dimostrativa di missili, ma non meno micidiale. In questi giorni Obama ha perfino detto che l’America è America, dimenticandosi delle disfatte ignominiose in Indocina, in Irak, in Libia ed in Afganistan.

Avevo speranze e simpatia per questo presidentino mandato al potere dagli ex schiavi africani costretti a lavorare nei campi di cotone. Ora però sono deluso. In contraccambio, finalmente, sono una volta tanto orgoglioso per Letta, ma soprattutto per la Bonino. Bravi! Dio vi benedica!

10.09.2013

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