Il governatore

Quando “RAI Storia” non trasmette qualcosa di interessante sono tentato di fare una scappatina sul canale 18 ove trasmette Rete Veneta. Su questo canale mi piace seguire la cronaca di Venezia, anche se quasi sempre è discorsiva, si interessa dei fatti del giorno dei quali hanno già parlato i quotidiani e raramente approfondisce, in maniera adeguata, i relativi problemi. Ma mi piace ancora di più la rubrica “Focus”, diretta da Bacialli, già direttore de “Il Gazzettino” ed ora responsabile di questa rete che mi pare si imponga sempre più all’attenzione della popolazione del Veneto.

Un paio di volte sono stato invitato anch’io a intervenire a “Focus”, una bella rubrica in cui i responsabili locali di enti pubblici o privati discutono su temi quanto mai interessanti riguardanti le problematiche del Triveneto.

Un altro paio di volte sono stato invitato, ma ho rifiutato perché gli studi di questa emittente sono a Treviso ed io mi perderei nel dedalo di strade che oggi sono più intricate di un labirinto per uno come me che annaspa per andare semplicemente a Spinea.

Domenica pomeriggio il direttore Bacialli ha fatto una lunghissima intervista al governatore del Veneto Luca Zaia. Devo ammettere che appena conoscevo questo amministratore; nel passato avevo tentato anche di ottenere un colloquio con lui, ma pare che sia inavvicinabile. Domenica l’ho ascoltato per più di un’ora con vero interesse. Si avvertiva che il sottofondo culturale era quello della Lega, ma fortunatamente, da quanto ho potuto capire, c’era il meglio del progetto e della politica della Lega.

Il primo argomento su cui ha insistito è stato quello di un vero federalismo in cui ogni regione abbia una certa autonomia che permetta di recepire e trovare risposte specifiche ed adeguate ai problemi d’ordine economico, culturale e sociale che riguardano il territorio, smettendola con l’assimilare regioni che hanno una cultura e prassi di vita assai diverse. Non mi è parso che tendesse alla “secessione”, anzi m’è parsa valida l’idea di pensare a Venezia come ad una “città-stato” con specificità particolari, mentre mi è sembrata più che razionale la bocciatura della città metropolitana, perché sarebbe ingiusto lasciar fuori altre città come Belluno, Vicenza o Verona.

Ho avvertito anche lo sforzo di mantener fuori dalle logiche della politica nazionale il governo della Regione che non pare avverta le diatribe in corso.

Così come m’è piaciuto il discorso schietto sulla gioventù che, secondo lui, deve imparare a rimboccarsi le maniche e non attendere la manna dal cielo.

Zaia m’è parso un buon parlatore e, se è vero quello che dicono – che risulta il miglior governatore del nostro Paese – penso che gli si possa dar credito su quello che ha detto e che sta facendo.

30.08.2013

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