Che Guevara in Vaticano

Ieri, in prima serata, Rai tre ha messo in onda uno splendido documentario su Papa Paolo VI. Il successore di Giovanni XXIII, Papa Roncalli, da un punto di vista umano è stato un papa sfortunato. Paolo sesto è arrivato proprio quando il “papa buono” aveva fatto saltare la diga che per molti anni ha ingrassato la Chiesa e, come per il Vajont, ha riversato una poderosa massa d’acqua nella valle, sommergendo tutto e tutti.

Senza nulla togliere ai meriti di Papa Giovanni, bisogna pur dire che ha lasciato al successore, Paolo sesto, una Chiesa quanto mai irrequieta che, destatasi da un sonno secolare, non sapeva che pesci prendere, che strade imboccare, tanto che il trambusto era quanto mai disordinato e preoccupante.

Molti anni fa ho letto un bellissimo volume, “Le chiavi pesanti” di Agosso, un giornalista intelligente e colto di Epoca, volume in cui è messo in luce il terribile dramma umano, spirituale ed ecclesiale di Papa Montini. Confesso che ho letteralmente pianto di fronte alla situazione drammatica di questo uomo di Dio.

Era un uomo intelligente – infatti credo che sia stato un intellettuale di prima grandezza – che s’è trovato a tentar di frenare a mani nude questa valanga di detriti che è scesa dal Concilio Ecumenico Vaticano Secondo.

Papa Montini era un fine intellettuale, ma non aveva la capacità di approccio con le masse di cui invece era quanto mai fornito il suo predecessore. Era d’indole riservata, proveniva da un ceto borghese, visse in momenti terribili non solamente per la Chiesa, ma anche per la società civile; eravamo infatti nel ’68, il tempo della contestazione radicale e soprattutto dei cupi anni di piombo delle Brigate rosse.

Paolo sesto visse un pontificato contrastato da mille tensioni, dovette fare delle scelte difficili di mediazione scontentando un po’ tutti, innovatori e conservatori. Comunque fu un grande papa, soprattutto il papa che seppe pagare il prezzo del passo in avanti fatto dalla Chiesa. Dopo di lui i trenta giorni di Papa Luciani, il papa dal sorriso triste, quindi il vittorioso lottatore dal grande charme umano che fu Karol Woytjla, per arrivare all'”acqua cheta” di Papa Ratzinger, travolto dagli intrighi della curia vaticana.

Ora c’è Papa Francesco, il rivoluzionario radicale che, pur disarmato, sta riportando la Chiesa alle sorgenti. Com’è bello leggere il disegno di Dio che con gli uomini più diversi accompagna la Sua Chiesa e realizza il Suo Regno.

21.08.2013

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