Appaltare anche il sindaco e il governo

Mio padre era un artigiano che gestiva una bottega da falegname e noi, suoi figli, siamo nati a cavallo della seconda guerra mondiale – chi un po’ prima, chi durante e chi un po’ dopo. Tempi difficili! Si può facilmente immaginare quale sia stata l’economia familiare: sobrietà, risparmio, riutilizzo di ogni cosa.

Mia madre era una “amministratrice” molto saggia ed inflessibile. Solamente con un regime del genere è stato possibile vivere e prendere, ognuno di noi, la propria strada.

Quando mi viene sott’occhio il modo di amministrare del Comune, della Regione e dello Stato, sono portato a confrontare tale amministrazione con il criterio e il sistema economico a cui si rifaceva soprattutto mia madre, che in famiglia fungeva da “ministro delle finanze e dell’economia”.

Qualche giorno fa mi è capitato, mentre impaginavo “L’Incontro”, di seguire il dibattito in Parlamento, che aveva come ordine del giorno l’acquisto di un certo numero di velivoli da combattimento del costo di quindici miliardi di euro. I parlamentari più decisamente contrari sono stati i grillini e l’estrema sinistra.

Sono rimasto allibito! Sdegnato! Che la maggioranza, nonostante la crisi sempre più grave che attanaglia il nostro Paese, e lo “Stato” che non ha neppure i soldi per pagare i debiti contratti con le aziende, si permetta di scialare tanto denaro per macchine così costose, inutili e soprattutto destinate solamente a far del male!

Non sono riuscito nemmeno a immaginare quanto consumano simili aggeggi, quanto ci costano i piloti e gli stati maggiori; il tutto solamente perché questi apparecchi vadano a spasso inutilmente per il cielo! Non riesco a capire che i nostri governanti, Napolitano compreso, che già ci costano terribilmente cari, spendacchino tanto denaro per qualcosa di così inutile, improduttivo e pericoloso!

Grillo non mi è simpatico e neppure i suoi “soldatini di piombo”, però in questa questione sono completamente con loro e mi meraviglio enormemente che si sottragga alla decisione del Parlamento una questione del genere, per delegarla ad un gruppo di ufficiali superpagati ed inutili per il bene del Paese.

Il nostro Comune però non è da meno. In questi giorni, non so da quale balordo sia partita l’idea di fare una nuova strada in mezzo al parco antistante il “don Vecchi”, rovinando il verde, senza il quale in passato parve che i cittadini di viale Don Sturzo non potessero vivere. Il Comune, che non sa come tappare i buchi del suo bilancio, sta sperperando soldi per una strada inutile ed assurda. Sempre più spesso mi viene da chiedermi se non sia opportuno dare in appalto ad una azienda seria ed efficiente: il Comune, il Parlamento e lo stesso Presidente della Repubblica.

09.07.2013

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