Il flop

Ricorderanno gli amici una mia recente confidenza: ho scritto “Ho paura di Grillo, ho tanta paura del Movimento Cinque Stelle”! Non sono per nulla preoccupato che Grillo predichi la rivoluzione contro i politicanti, meno ancora sono preoccupato di questo consistente ricambio tra i vecchi addetti ai lavori della politica con una folla di giovani neofiti, anzi! Quello che mi preoccupa è la dottrina piuttosto presuntuosa e velleitaria di quel filosofo di Casaleggio che si atteggia a ideologo di questo movimento.

Ho paura di un movimento guidato da un “padre padrone” che detta legge, che decide tutto, che non si confronta con nessuno, che non dialoga, ma sbraita, che non collabora e che strilla come un forsennato, rimanendo esattamente quell’istrione che è da comico e che, usando questi sistemi piuttosto volgari con cui ha intrattenuto le folle, è diventato ricco. Ho paura di quella grande folla di italiani che l’hanno seguito come nella nota favola del pifferaio e che l’hanno scelto non tanto perché sia razionalmente convincente, ma perché dice, anzi urla, imprecazioni contro l’odiata casta dei politici ormai rifiutati dalla gran parte degli italiani. Ho paura perché Grillo adopera quello strano e non collaudato aggeggio, che è internet, che non mi pare lo strumento più idoneo per il dibattito e il confronto di idee.

Infine ho paura per “i prodotti” venuti fuori dagli sproloqui volgari e insultanti con i quali ha fatto fortuna nelle piazze del nostro Paese. I discepoli eletti al Parlamento, tutti plagiati come i seguaci di quelle sette americane che riescono a far soldi mandando chi si fa incantare da loro a mendicare e a prostituirsi, tanto che riescono ad infinocchiarli con le loro stravaganti ed interessate dottrine.

Confesso che quei “ritiri spirituali” in agriturismo con le porte sbarrate, quel rifiuto a rispondere ai giornalisti, quell’obbedienza assoluta al capo, quel ripetere ossessivo che loro hanno le ricette per una soluzione miracolista, mi sembrano qualcosa che ha a che fare con lo stile dei testimoni di Geova in versione parlamentare piuttosto che i portavoce delle istanze sociali.

L’ultimo flop elettorale mi ha fatto tirare un respiro di sollievo, però non sogno che siano mandati a casa, spero solo che ci ripensino e diventino un popolo di uomini e donne liberi, decisi a dare una mano al salvataggio del nostro Paese.

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