I partiti e il “don Vecchi”

Uno dei miei meravigliosi “ragazzi”, ora manager affermato ed “in servizio” presso la Fondazione, mi ha riferito com’è andata la seduta della municipalità che aveva il compito di dare il suo parere in merito alla concessione edilizia per il “don Vecchi 5”. La struttura, che come ormai tutti sanno, sarà destinata agli anziani in perdita di autonomia, sarà un’esperienza pilota che farà risparmiare un sacco di soldi alla amministrazione pubblica, ma che, soprattutto, garantirà dignità umana anche all’anziano in condizioni di notevole fragilità. Il mio amico ne era rimasto semplicemente esterefatto. I passaggi, il tempo, le documentazioni richieste e gli ostacoli affrontati per far del bene alla collettività creando una nuova struttura di carattere sociale, sono stati assolutamente inimmaginabili. Se tutta la gente conoscesse il percorso di guerra che stiamo affrontando ormai da quasi tre anni per offrire ad una sessantina di anziani più poveri un domani sereno, dignitoso, è possibile, credo, che assalterebbe gli uffici della pubblica amministrazione e metterebbe alla gogna un apparato in cui spesso si rifugiano i peggiori perditempo.

Sono innumerevoli i Comuni e gli enti pubblici e privati che sono venuti in questi anni a documentarsi su questa nostra iniziativa che ha avuto tanto successo. Proprio l’altro ieri mi ha telefonato da Torino un manager del privato sociale che, scoperto il “don Vecchi” in internet, ci ha chiesto una consulenza volendo trasformare un intero borgo in una colossale struttura impostata sulla falsariga del nostro Centro.

In questi giorni ho avuto modo di leggere il verbale di questa seduta della municipalità di Mestre-Carpenedo, nella quale s’è trattato dell’erigendo “don Vecchi” degli Arzeroni, verbale da cui ho appreso che dei 25 consiglieri presenti, 6 si sono astenuti, 12 sono stati favorevoli e 7 contrari (Cossaro, Zennaro, Brunello, Pasqualetto, Penzo, Peretti, Buiatti). Mi piacerebbe sapere il partito e l’indirizzo di suddetti signori per segnalare alla città il loro operato, la loro sensibilità sociale e la capacità di rispondere ai drammi dei nostri vecchi, per chiedere loro i motivi della loro astensione e soprattutto della loro opposizione ed infine per dire cosa penso di loro!

Quando si è trattato della seduta del Consiglio comunale in cui si è deliberato per il “don Vecchi” di Campalto, l’ho fatto, ottenendo le scuse della Lega e il silenzio del rappresentante di Rifondazione comunista. Comunque ritengo opportuno che la gente sappia come agiscono coloro che hanno eletto. Ringrazio infine chi ha dimostrato di avere a cuore nostri vecchi, che sono i cittadini più fragili ma ai quali dobbiamo molto.

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