Preti in pensione

Io vivo, a livello formale, molto marginalmente la vita pastorale della città. In realtà però mi lascio coinvolgere fin troppo dalle vicende delle parrocchie, soprattutto di Mestre.

Ogni tanto mi giungono delle notizie veramente preoccupanti. Qualcuno mi ha informato che durante l’anno in corso dovrebbero andare in pensione, per raggiunti limiti di età, don Rinaldo Gusso, parroco di San Pietro Orseolo, don Franco De Pieri, parroco a San Paolo di via Stuparich, don Angelo favero e monsignor Fausto Bonini del duomo di San Lorenzo. Le prime due parrocchie che rimarranno presto vacanti potrebbero essere inglobate: alla comunità di Carpenedo o l’altra a quella di San Lorenzo, magari creando due piccole comunità di sacerdoti che si facciano carico anche degli spazi lasciati liberi dai neopensionati. Così facendo si renderebbe più razionale l’organizzazione parrocchiale, eliminando servizi doppi, utilizzando in maniera più razionale i sacerdoti, e creando un’organizzazione parrocchiale aggiornata con un maggior utilizzo del volontariato, magari assumendo qualche operatore pastorale che sbrighi tutte quelle pratiche e guidi quei servizi che sono inerenti ad una comunità cristiana.

Quello che invece mi desta maggiore preoccupazione è la sostituzione del parroco della comunità cristiana del duomo. San Lorenzo non è solamente la parrocchia centrale, a cui idealmente fa capo la città, ed è ancora una parrocchia particolarmente numerosa, ma soprattutto sono convinto che questa parrocchia sia attualmente il punto di riferimento per le altre comunità cristiane della città.

Monsignor Bonini ha creato, in non moltissimi anni, una parrocchia modello, come strutturazione parrocchiale ed ha posto in atto un tipo di pastorale di avanguardia che dà risposte globali atte a rispondere alle attese dei parrocchiani. Attualmente la parrocchia del Duomo penso sia l’unica comunità cristiana della nostra città capace di dialogare con la cultura, con la società civile, col mondo dell’arte, dello spettacolo, ed abbia approntato strumenti di comunicazione sociale quanto mai efficienti.

A questo riguardo, già qualche tempo fa ho presentato il prontuario che quella parrocchia pubblica ogni anno, per rendersi conto dell’estrema articolazione ed attualità delle sue proposte pastorali.

Qualche settimana fa ho visitato la canonica e mi sono reso conto di come il suo piano terra rappresenti il centro nevralgico estremamente moderno e funzionale della pastorale parrocchiale. Sono veramente preoccupato che venga a mancare la mente pensante di questa parrocchia che rappresenta la mosca cocchiera ed il riferimento stimolante per le altre parrocchie di Mestre.

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