La bella scelta di due settentenni

Nella vita si incontra sempre tanta gente, ma spesso questi incontri assomigliano al solco che una imbarcazione lascia dietro a sé; dopo qualche minuto i bordi delle onde divisi dalla prora si riuniscono e la superficie ritorna piatta come se nessuno sia passato su quella rotta. Altre volte, però, per motivi particolari, di un incontro rimane un segno profondo, pressoché indelebile, che ti ricorda la sensazione e il motivo di quell’ approccio.

Qualche tempo fa sono venuti a salutarmi due cari e vecchi amici, con i quali abbiamo aperto una strada originale nel turismo parrocchiale; le uscite che avevano qualcosa della gita e qualcosa del pellegrinaggio, ma il cui assemblaggio, ben dosato di questi due elementi, diventava quasi un corso di esercizi spirituali condotti in forma piacevole, moderna, ma per questo non meno efficaci della soluzione suggerita da quel grande maestro di spirito che è stato Ignazio di Loyola.

“Don Armando siamo venuti a salutarla prima di partire per un pellegrinaggio al Santuario di San Giacomo di Compostela”. Normalmente di questo percorso i giovani ne fanno qualche chilometro a piedi, mentre gli anziani raggiungono l’antica meta dei pellegrini o in pulman o meglio ancora in aereo; del percorso dei pellegrini si limitano a leggerne la storia.

“Come ci andrete?” – “Evidentemente a piedi, ma ci limiteremo a fare del percorso solamente 200 km, abbiamo raggiunto i settant’anni e vogliamo chiederci, con questo cammino di fede, che cosa il Signore vuole da noi?”

Mi piace immaginare questi due coniugi, con ai piedi le pedule e lo zaino in spalla, riflettere come impegnare l’ultima trance della loro vita!

Quanta gente vive alla giornata, non valuta, non programma, non domanda a Dio luce e aiuto per centellinare giudiziosamente questi ultimi dieci, venti anni che forse rimangono loro da vivere?

La scelta di questi due settantenni mi costringe a pensare sul tempo che per me è certamente più breve!

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