Felice ma preoccupato

La sensibilità della gente è sempre stata in continua evoluzione. Oggi l’evoluzione è così veloce che quello che un tempo avveniva in secoli, ora avviene in meno di dieci anni.

Io, che ho più di ottant’anni, ho avuto modo di assistere all’elezione di tanti Papi – Pio XI, Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Papa Ratzinger – ma mai ho avvertito la curiosità, il tifo e la soddisfazione come mi è avvenuto per questo Papa, Papa Francesco!

Saranno i mezzi di informazione, affamati di sempre nuove notizie, sarà il fatto che la Chiesa rappresenta un punto fermo in questa società così irrequieta ed instabile, sarà forse l’evoluzione della sensibilità religiosa, che ormai non capisce e non tollera più una Chiesa pomposa, fuori dal tempo, legata a stili superati, comunque non solo i cristiani, ma il mondo intero ha seguito con vera passione l’elezione del nuovo Papa e i suoi primi passi. Le centinaia di migliaia di persone che in queste ultime settimane hanno gremito piazza san Pietro ne sono una prova incontrovertibile.

Mi hanno poi sorpreso altri due comportamenti. Il primo, la sensazione di scampato pericolo, perché non è stato eletto un cardinale dell’apparato vaticano, quasi che questa elezione rappresentasse un pericolo non solo per la Chiesa, ma per il mondo. Secondo, la soddisfazione, il compiacimento e la contentezza per l’elezione di Papa Francesco e l’ammirazione per i suoi primi passi di ministero pastorale.

Mi è sembrato che i cristiani, almeno nell’inconscio collettivo, sentissero il bisogno di un Papa semplice, alieno non solo da comportamenti ingessati dalla tradizione, ma pure non legato a discorsi teologici incomprensibili per i più, che finalmente rioffra un “Vicario Cristo” alla quotidianità, agli interessi ed attese di tutti e volti per sempre le spalle agli ultimi retaggi dello Stato Pontificio. Papa Francesco pare che abbia rotto, con un sol colpo, un mondo per certi aspetti misterioso, se non magico, avulso dal reale, per riportare il vescovo di Roma a parlare con le parole di tutti.

Tanta gente mi ha chiesto se ero contento, non aspettando quasi la risposta, per affermare la loro contentezza. Si, sono contento, tanto contento, ma ho pure tanta paura che troppi che finora avevano perseguito un cristianesimo diverso, si sentano mancare la terra sotto i piedi e che altrettanti, come me, non riescano a stargli al passo.

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