Dio

Il mio “primo amore” è stata certamente la parrocchia di San Lorenzo, ove ho fatto le mie prime esperienze di giovane prete. Da questo amore, mai spento, nasce la particolare e costante attenzione allo sviluppo religioso di quella comunità in cui ho imparato che il messaggio cristiano ha ancora mille prospettive di sviluppo qualora sia offerto in linea con la sensibilità della gente del nostro tempo.

Seguo le vicende della vita pastorale di San Lorenzo, soprattutto con la lettura del foglio settimanale “La Borromea” spinto dal fatto di esserne stato cofondatore con monsignor Vecchi nel 1968. “La Borromea” fu il primo foglio parrocchiale apparso nella nostra città ed ha tratto origine da un (per me famoso) “pellegrinaggio pastorale” che, attorno a quegli anni, feci con Monsignore in Francia, Paese che a quel tempo era all’avanguardia nel campo della pastorale.

Ebbene dalla “Borromea” appresi qualche tempo fa il progetto che mons. Bonini sta portando avanti con gli studenti universitari della casa studentesca San Michele e quella della parrocchia. Don Fausto ha denominato questo ciclo di incontri giovanili “Cercatori di Dio”, rifacendosi alla famosa caccia all’oro che ebbe luogo in America un paio di secoli fa.

Questo ciclo di incontri, portato avanti con il metodo seminariale, per arrivare ad una conoscenza più approfondita di Dio, mi fece venire in mente un articolo-confessione apparso su “Epoca” un paio di decenni fa, in cui il famoso giornalista Augusto Guerriero, che si firmava sul settimanale con lo pseudonimo di “Ricciardetto”, scriveva allora che aveva cercato Dio appassionatamente, ma non era stato capace di trovarlo.

Il giornalista intitolava il suo articolo “Quesivi et non inveni” (Ho cercato ma non ho trovato). Nel giro di pochi giorni Carlo Carretto, il famoso presidente della Fiac del dopoguerra, che s’è fatto “piccolo fratello di Gesù”, rispose: “Quesivi et inveni!”, discorso di cui ha fatto poi oggetto di un libro. La “corsa all’oro” anche oggi può avere un risultato positivo. Dio si fa trovare anche dagli uomini di oggi, però lo si deve cercare veramente, senza preconcetti, con grande impegno, senza presunzioni e con animo semplice ed aperto.

Sto leggendo un libro del cardinal Ruini su “Dio”, un testo difficile con infinite citazioni dei pensatori più irrequieti del nostro tempo, animi aggrovigliati, irrequieti e sconclusionati. Per quella strada credo che Dio rimanga sconosciuto per sempre.

Con mia grande consolazione ho appreso invece, alcuni anni fa, che il famoso giornalista di “Epoca” era finalmente approdato alla fede ed era morto in pace con Dio, perché aveva continuato a cercarlo con onestà intellettuale.

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