Il germe per la fiducia è sempre vivo

Più volte ho confidato agli amici che di primo mattino mi alzo normalmente alle 5,30 e dopo la preghiera dedico qualche tempo ad una lettura spirituale per meditare un po’. Quasi sempre mi avvalgo di semplici riflessioni fatte da cristiani sparsi in tutto il mondo: sono sempre pensieri molto semplici che partendo da un versetto della Bibbia preso a caso, sono analizzati con immagini che attingono alle esperienze quotidiane e che si rifanno alla vita di tutti i giorni.

Il 30 dicembre dello scorso anno un membro di una comunità cristiana degli Stati Uniti d’America, partendo dal versetto del Libro dell’Ecclesiaste “Ogni cosa ha il suo tempo sotto il cielo” calava l’affermazione della Bibbia traducendo il messaggio, di assoluta semplicità, di grande saggezza, in una immagine che tutti abbiamo modo di sperimentare e che mi ha aperto uno spiraglio di luce, di speranza e di serenità e mi ha aiutato a vivere una giornata in maniera più positiva. Eccovi il breve testo:

“Durante la mia abituale passeggiata mattutina passo accanto ad un orto urbano. L’area è stata suddivisa dal comune in piccoli lotti di terreno per gli abitanti del quartiere, che li coltivano a fiori e verdure. Quando sono passato la settimana scorsa, non c’erano né fiori né colori. Come Mai? Nei giorni precedenti avevamo avuto neve precoce e ghiaccio: in questa stagione di solito da noi orti e giardini vanno a riposo. La primavera porterà di certo nuovi frutti e tanti colori.

Come quel terreno, anche nella vita di ognuno ci sono stagioni ricche di colori e momenti grigi, in cui ci sembra di non riuscire a ottenere alcun risultato o di non essere più utili a nessuno. E’ una stagione di gelo. Il saggio autore dell’Ecclesiaste ci ammonisce che “per ogni cosa c’è il suo tempo sotto il cielo”. Poiché conosciamo la grazia infinita del nostro Signore, siamo certi che al momento giusto della nostra vita tornerà la gioia della primavera con la ricchezza dei suoi colori”.

Di certo non si tratta di una riflessione sublime d’alta filosofia o teologia, ma comunque, nello stato d’animo piuttosto grigio e pessimista in cui mi trovavo, un po’ per l’età e un po’ perché le cose non andavano come avrei desiderato ed infine perché non è che l’inverno mi entusiasmi più di tanto, comunque essa m’ha scaldato il cuore, m’ha fatto sognare primavera e soprattutto mi ha aiutato ad abbandonarmi al sapiente disegno di Dio che “ha fatto bene ogni cosa”.

La giornata che ne è seguita è stata più serena di quanto sperassi, sentendo che il Signore ci conduce per mano e forse manda il “ghiaccio” perché sappiamo sognare, desiderare ed apprezzare la primavera e le cose buone della vita.

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