“Il bicchiere d’acqua”

La pagina del Vangelo su cui la Chiesa ci ha chiesto di riflettere e di commentare qualche domenica fa, era quella che la cultura superficiale del mondo moderno ben conosce come quella del “bicchier d’acqua”. La pagina dell’evangelista Marco, che riporta questa immagine, suona così: “Neppure un bicchiere d’acqua offerto ad uno dei miei discepoli per amor mio rimarrà senza ricompensa”. Questa pagina di Gesù, che contiene il noto passaggio del “bicchier d’acqua” mi è quanto mai cara. Da un lato perché è motivo di conforto per chi è “povero” di santità e dall’altro perché mi fa pensare che il buon Dio al “fine corsa” si accontenta di molto meno di quello che gli esperti di morale hanno predicato lungo i secoli. L’offrire un bicchiere di acqua è alla portata di tutti e perciò tutti possono procurarsi “il biglietto per l’ingresso in Paradiso” senza pagarlo troppo caro.

L’affermazione di Gesù mi ha richiamato alla memoria una lettura di un testo di ascetica che incontrai molto tempo fa e di cui non ricordo l’autore, mentre ricordo bene il contenuto. Diceva questo autore saggio che gli uomini del nostro tempo devono recuperare il profumo dei piccoli gesti quotidiani: il saluto, il sorriso, la stretta di mano, l’ascolto, la tenerezza, il grazie, la carezza, ecc. Un mio amico affermava che era stufo di sentirsi dire “buongiorno” senza che quelle parole e quel suono profumassero di un po’ di calore, di umanità, di un po’ di cuore.

Vissi la mia adolescenza nel primo dopoguerra, quando pareva che le agognate riforme avessero risolto ogni problema ed avrebbero fatto felice ogni uomo. Col passare del tempo non ho cessato di sognare e di battermi per un mondo più giusto, ma ora mi par d’aver capito che una persona è più felice per uno sguardo, per una piccola attenzione che per una nuova legge del fine vita o per la diminuzione dell’IVA. Prima di me una grande piccola santa aveva fatto questa scoperta aprendo la “via di sesto grado” che porta alle vette più alte e impervie. Santa Teresina del Bambin Gesù ci ha insegnato che si può arrivare ad un alto grado di santità facendo bene le piccole cose. E prima di me e di santa Teresina ce lo disse Gesù col suo “bicchiere d’acqua fresca”.

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