Il commerciante benefico

La segretaria di un noto commerciante di Mestre mi ha telefonato per informarmi della morte del suo titolare. A pochi minuti di distanza un’agenzia di pompe funebri mi confermò la notizia e mi chiese di fissare giorno e ora per il commiato. Queste tristi notizie sono frequenti per me e per tutti perché nella nostra città ogni giorno se ne vanno, più o meno silenziosamente, una dozzina di concittadini per raggiungere la “casa del Padre”.

La notizia di oggi però ha per me connotati ed impatto un po’ diversi dal solito. Questo commerciante lo conoscevo indirettamente da molti anni perché i miei collaboratori nel settore della carità me lo avevano segnalato per la sua particolare generosità ed anche quando si è ritirato dal commercio aveva talmente insegnato ai suoi dipendenti il valore della solidarietà che chi gli successe nella sua azienda continuò ad essere generoso.

Lo conobbi invece di persona circa un paio di anni fa. Egli infatti mi invitò a casa sua, si informò delle mie attività a favore dei vecchi e dei poveri, mi chiese la ragione sociale della struttura con cui opero e poi si lasciò andare ad un discorso del tutto confidenziale. Mi disse che ormai era vecchio, assai acciaccato e sentiva che la fine doveva essere prossima, così aveva deciso di destinare il suo patrimonio in maniera lucida. Continuò dicendo che ammirava il mio impegno solidale e che aveva pensato di destinare il suo appartamento per le opere in cui sono impegnato, perché questo servizio verso i poveri potesse continuare a svilupparsi. Gli lasciai i dati della Fondazione Carpinetum e uscii dalla sua casa edificato da tanta lucida saggezza e generosità.

Non ci sentimmo mai più, solamente oggi mi giunge la notizia della sua morte pressoché improvvisa. Non so se abbia dato corso ai suoi propositi nei riguardi della Fondazione, so invece che più volte ha beneficato l’Avapo, in cui pure aveva fiducia e di cui ammirava la giovane ed intelligente presidente.

Comunque vadano le cose, la testimonianza discreta ed appartata di questo concittadino generoso è per me motivo di consolazione e di stimolo a ben pensare.

P.S. Ha destinato il suo appartamento alla Fondazione.

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