Sommersi e salvati

Tra i fedeli con i quali prego ogni domenica, c’è un magistrato che mi onora della sua amicizia e che spesso mi dona un film, un CD di musica sinfonica e, più spesso, qualche volume. Questo mio caro amico ha fiuto nello scegliere le sue letture e si rende pure conto di quello che mi interessa.

L’ultimo volume donatomi è “Sommersi e salvati” di Primo Levi, uno dei pochi ebrei che fisicamente è uscito dal lager di Auschwitz, ma la cui tragica esperienza non gli risparmiò la vita; infatti Levi è morto suicida sotto il peso insopportabile di questa sua tragica esperienza.

Di Primo Levi avevo letto, in proprio, “Se questo è un uomo!”, una lettura che mi ha segnato per la vita, facendomi scoprire gli abissi dell'”homo, homini lupus”, l’uomo capace di sbranare l’altro uomo. Il volume mi portò davanti agli occhi, alla mente e al cuore, la brutalità di certi elementi del popolo tedesco traviati da un uomo pazzo e sanguinario. Poi lo stesso magistrato mi regalò “La tregua”, in cui Levi narra del suo ritorno fortunoso tra la ragnatela di una burocrazia insensata ed assurda.

Infine mi ha regalato quest’ultimo, “Sommersi e salvati”, volume in cui Levi si lascia andare solo marginalmente al racconto, mentre fa un’analisi lucida e spietata dei comportamenti umani. In questo volume veramente sublime questo ebreo torinese mostra una intelligenza, un intuito ed una capacità di analisi insuperabili.

Ho letto il libro d’un fiato, ma dovrei rileggerlo mille volte per recuperarne tutta la sapienza.

San Paolo fu rapito al terzo cielo e quando mise i piedi per terra disse: «Ho visto cose che occhio umano non ha mai visto e sentito cose che orecchio umano non ha mai sentito». A me è capitata la stessa cosa a proposito del negativo dell’umanità. Di questa lettura dovrei dire mille cose; non ne dico alcuna perché mi è pressoché impossibile e perché spero che ai miei amici venga voglia di leggerlo. Voglio solamente confidarvi la conclusione, a livello emotivo e razionale, a cui la lettura del volume mi ha fatto giungere: “Hitler è stato una bestia feroce impazzita, ma i suoi seguaci, nella loro globalità, non furono da meno. E oggi i tedeschi della Merkel purtroppo fanno gli arroganti per la loro forza economica. Essi sono i figli di chi si è prestato ad eliminare milioni di ebrei, minorati fisici, zingari, dissidenti politici e nemici della mania della superiorità.

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