Fuoco “amico”

Il 27 luglio il Gazzettino annunciava, con un articolo a quattro colonne, che “Il Consiglio comunale, in seduta notturna, con un voto bipartisan” aveva sdoganato il “don Vecchi 5”. Traduco: il Consiglio comunale di Venezia aveva deciso di concedere alla Fondazione ventisettemila metri quadrati di terreno in località Arzeroni in uso di superficie, ossia il suolo rimaneva di proprietà del Comune, ma concedeva alla Fondazione Carpinetum di costruire, a proprie spese e di gestire per 90 anni il “don Vecchi 5” che vi sarebbe sorto.

Un paio di settimane dopo mi è arrivato un messo comunale con il documento della comunicazione ufficiale. Da questo documento ho appreso che Bonzio, di Rifondazione Comunista, aveva votato contro, i due consiglieri della Lega si erano astenuti e un paio di socialisti, tra cui il capo dei miei chierichetti di un tempo, erano usciti in occasione della votazione.

Io sono del parere che si debba costantemente interloquire con i nostri amministratori. Ho scritto a quello di Rifondazione Comunista: “Non mi sarei mai aspettato che proprio Lei, che ha fatto la ragion d’essere della sua politica la difesa dei poveri, avrebbe votato contro”. La stessa cosa ho fatto con gli altri, non essendo però valide per questa gente, le regole della buona creanza, nessuno mi ha risposto. Ora spero che per le nuove votazioni girino al largo da noi!

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