I nuovi santi sono più convincenti

Ripeto che sono riconoscente ai miei superiori del seminario che mi hanno fatto ascoltare la narrazione delle vite dei santi.

Ai tempi del seminario tutto questo mi era poco gradito perché non era molto piacevole ascoltare la voce monotona e stanca di un amico che dopo quattro ore di scuola, seduto al centro del grande refettorio, ci leggeva la vita di certi santi, scritta secondo certi canoni agiografici che anche per quei tempi lontani erano alquanto sorpassati, mentre consumavamo il magro pasto dei tempi di guerra e mentre avevamo una gran voglia di chiacchierare con gli amici sulle avventure scolastiche.

Sono sempre stato critico sui luoghi comuni di una certa santità difficilmente comprensibile, perché essi domandano un supplemento esagerato di fede, mentre penso che non valga proprio la pena spenderla per quei racconti così eterei e poco verosimili.

Come dicevo, ai tempi del seminario, durante il pranzo, prima si leggeva la vita del santo del giorno, poi un libro edificante. Circa i santi del giorno si trattava di biografie piuttosto prolisse ed inverosimili. Ricordo che aspettavamo in atteggiamento critico ed irriverente il giorno in cui toccava un santo tanto dedito alla penitenza di cui si diceva che, fin dalla prima infanzia, mentre era ancora in fasce, si rifiutava di succhiare la mammella di sua madre per far penitenza. O un altro padre del deserto, chiamato “stilita” perché era stato sopra una colonna e passava notti e giorni in preghiera su quel trampolo fra cielo e terra.

Oggi queste “vite di santi” sono fortunatamente scomparse ma, ahimè, sono sostituite da certi messaggi e dai portenti di Medjugorje, del santuario della Madonna delle lacrime ecc! Questo mondo bigotto e magico tarda a morire, ma fortunatamente le librerie offrono pure dei volumi veramente stupendi. Penso al “Diario di Hetty Jesurum alle “Lettere di don Milani”, o “La più bella avventura” di don Mazzolari.

Mia sorella Lucia, proprio in quest’ultimo tempo, mi ha regalato “Liberi dalla paura”, una specie di biografia dell’eroica dissidente birmana, una specie di pulzella di Orleans dell’estremo oriente, ed un amico mi ha donato l’ultimo volume sulla testimonianza forte del grande prete d’Oltralpe: “Tutte le sfide dell’Abbé Pierre”. La lettura della testimonianza di questi uomini del nostro tempo diventa veramente un pungolo che non lascia respiro e mi fa comprendere che i paletti del bene e della solidarietà possono essere portati enormemente più avanti.

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