La bellezza e la volgarità

Tutti dovrebbero sapere che al “don Vecchi” non esiste un arenile, né una spiaggia per prendere il sole. Eppure pare che certe ragazze e certe signore abbiano scambiato viale don Sturzo per il litorale di Jesolo o di Caorle e il “don Vecchi” per uno stabilimento balneare.

Il Centro offre un bel prato e dei vialetti solitari ove ognuno può sentirsi avvolto dalla natura e baciato dal sole, ma nulla più. I corridoi, pur pieni di quadri e di piante in fiore sono abbastanza austeri e gli abitanti del borgo assai attempati, per cui sarebbe quanto mai illusorio fare delle “conquiste”.

Eppure, nonostante questo, badanti giovani o meno giovani, figlie o nipoti, amiche e quant’altro, pare non resistano alla tentazione di assecondare la moda e di scoprirsi più del dovuto, tanto che mi sono sentito costretto a ricordarlo affiggendo all’entrata un avviso per ricordare a tutti che un pizzico di modestia non solo non nuoce, ma è necessaria e doverosa.

Più di una volta ho detto in queste mie riflessioni errabonde che considero la bellezza un dono di Dio. Anzi, ho parlato più volte della teologia della bellezza, ossia del bello come un riflesso luminoso che proviene direttamente dal Signore e ne è una splendida ed incantevole espressione. C’è stato perfino qualcuno che s’è meravigliato che pubblicassi di frequente ne “L’incontro” delle belle fotografie di donne. Lo facevo coscientemente e di proposito, perché convinto che ogni espressione di bellezza è garanzia e prova della bellezza di Dio. Altro però è la bellezza, altro è la volgarità, il cattivo gusto e, peggio ancora, la mancanza di rispetto verso se stessi e gli altri.

A me irritano quanto mai certi vestiti straccioni, volgari e di cattivo gusto perché sono convinto che il vestito dovrebbe rappresentare una cornice elegante e gentile che valorizza l’armonia del volto e del corpo della donna.  Viviamo però in un’età barbara per cui troppa gente poco intelligente e, meno ancora, libera, si lascia condizionare dalla moda e sporca?quell’ordine mirabile e stupendo col quale il Signore ha curato tutta la creazione.

Io sogno che al “don Vecchi” le donne che lo frequentano, dalle più giovani alle più anziane, siano tutte belle dentro e fuori, ma non riesco a permettere che qualcuna, di meno cervello, profani questo angolo di paradiso terrestre.

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