Perché questa diffusa allergia al matrimonio religioso?

Un paio di mesi fa dedicai “l’editoriale” a Cesare Prandelli, “l’eroe” d’Italia del 2012. Scrissi in quell’articolo di fondo che avevo molto ammirato quel tecnico del calcio, cresciuto in oratorio, con una famiglia regolare, con moglie e figli, con dei sani principi e dalla vita esemplare.

Ero stato edificato dal fatto che avesse messo da parte il calcio per due anni per essere accanto alla moglie in un momento particolarmente lusinghiero per la sua carriera di allenatore. Mi ero perfino commosso nel venire a sapere che aveva accompagnato con dignità e amore la sua sposa, che purtroppo è morta in ancor giovane età, tenendosi accanto i due figli.

Nel mondo corrotto, spendaccione, aperto a tutti i compromessi aver potuto incontrare un uomo dal volto pulito, che si comportava da vero educatore nei riguardi dei membri della squadra, ch’era forse più preoccupato di crescerli come uomini veri, piuttosto che essere impegnato a farne dei supercampioni, mi aveva rafforzato nell’idea d’aver finalmente scoperto, anche in questo mondo fittizio, un galantuomo ed un educatore esemplare.

Un amico, letto l’articolo, avendolo conosciuto personalmente, mi riconfermò quanto avevo appreso e vi aggiunse di suo.

Pur non essendo un fanatico del calcio, ho seguito il recente campionato europeo e m’è parso che veramente Prandelli avesse cresciuto un gruppo di ragazzi coeso di amici, compreso quel Mario Balottelli che deve essere, a mio parere, veramente un soggetto quanto mai difficile. L’aver letto che dopo la partita Prandelli andava in “pellegrinaggio” durante la notte, è stata la ciliegina per cui l’avrei proposto come vero campione in umanità.

Sennonché l’altra sera c’è stato un cronista che ha parlato delle “donne dei campioni”. E’ stato bello vedere questi campioni con i propri piccoli in braccio, o l’abbraccio del rude e scontroso Balottelli a sua madre a cui ha dedicato i suoi gol. Nella breve rassegna, il giornalista ha concluso che pure la “compagna” di Prandelli ha sempre presenziato alle partite.

Io non voglio e non posso giudicare alcuno, e questa notizia non cambia l’opinione e la stima sul tecnico della nazionale, ma sono costretto a chiedermi, una volta ancora, perché oggi c’è una allergia così diffusa al matrimonio religioso? Non c’è ormai famiglia, la mia compresa, che non sia colpita da questa scelta o da questa moda. E ancora, mi sto chiedendo se per Dio e per gli uomini sia importante che due creature si amino veramente o se invece si impegnino di fronte a Dio con l’attuale formula nuziale, anche se talvolta si scopre poi che han preso un abbaglio, ma che tra loro non c’era vero amore.

Un nubendo, laureato in storia, mi disse, qualche anno fa, che nella Chiesa il sacramento del matrimonio è relativamente recente, mentre in tempi lontani si chiedeva solamente aiuto al Signore con una preghiera.

Sono in affanno; ora prego che comunque la gente si voglia bene ed offra ai suoi figli un nido caldo di amore.

Una risposta a “Perché questa diffusa allergia al matrimonio religioso?”

  1. a) complimenti anche per la sostanziosa bellezza della rivista L’Incontro
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    b) su questo delicato argomento, allergia al matrimonio, son convinto che tra le altre cause pesi molto un passato di alcuni decenni fa quando ci si sposava per tanti motivi differenti accettando l’obbedienza alla Chiesa che lo dichiarava indissolubile. E si sentiva dire che i ricchi si separavano facilmente con il denaro. Per altre ragioni é emerso con il tempo che non è facile accettare l’eternità anche nel matrimonio; specie di fronte a situazioni d’inferno, di oggettiva difficoltà, di troppo sacrificio, di meno ipocrisia, di immaturità, ecc.
    Si potrebbe fare forse il paragone dicendo che anche nel lavoro stesso non si può essere sicuri di far volentieri le stesse cose per 50 anni, con circostanze sostanzialmente cambiate.
    Al tempo di Cristo pare che alcune forme di separazione fossero comuni, ed allora, dicono ora, perchè sposarsi ?
    Aggiungere l’eccessiva aggressività femminile e la vita innaturale che oggi si è costretti spesso a vivere.

    Mi chiedo , però, e spesso: il famoso LIBERO ARBITRIO, così pesantemente condizionato, in cosa consiste realmente ?

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