“Il sintomo del domani”

Il Sommo Pontefice, quando è venuto a Venezia lo scorso anno, ed è andato alla Madonna della Salute – più che per venerare la “Madonna di Venezia” per vedere il Marcianum, la “perla” che il vecchio Patriarca Scola lasciava alla città e alla Chiesa – riferendosi alle acque alte costantemente mosse della nostra laguna, ha parlato del pensiero “liquido” del nostro tempo.

Quello della “liquidità” dei valori fragili, irrequieti e mobili del nostro tempo, è una formula di pensiero che credevo fosse una locuzione alla “moda”, pur intuendo che le grandi verità, i principi metafisici, i valori portanti, la legge naturale e via di seguito, soffrono oggi di notevoli crepe; ma non pensavo che si fossero ridotti in “magnifiche rovine del passato” da visitare come si visita Ostia o Pompei!

I derivati, l’indotto poi di queste reliquie del passato, quali la democrazia, la rappresentanza dei cittadini, il mandato elettorale, parlamento, istituzioni e codici, hanno subìto non un maremoto, ma uno tsunami che sta rovesciando un po’ tutto e portando alla deriva, come rottame, tutto un impianto che è crollato sotto l’ondata di monta della nuova società.

Io mi sono quasi sorpreso di essere rimasto legato ai vecchi schemi mentali, alle vecchie categorie di pensiero, mentre il mondo nuovo ha già tutto messo in crisi e spesso travolto, da uno sviluppo complessivo del pensiero umano che oggi corre enormemente più veloce che nel passato. Il “sistema copernicano” è superato checché ne dicano i Soloni del nostro tempo!

Scrivo queste righe avendo appena assistito al programma televisivo “Mezz’ora”, condotto dalla Annunziata. Questa intelligente, ma altrettanto faziosa giornalista, ha intervistato Orlandini, il segretario della Fiom, che io avevo semplicemente detestato al tempo in cui Marchionne uscì dalla Confindustria per scrivere un nuovo contratto tra la Fiat e i suoi dipendenti, e ho avuto la riprova di quanto siano assolutamente liquidi i supporti del concetto di democrazia, di rappresentanza politica, di legalità, di rapporto tra lavoratori ed impresa.

Nella trasmissione c’è stato poi un intervento di un economista italiano che vive a Londra, che il nuovo sindaco “grillino” di Modena ha nominato come consulente economico della sua giunta, che ha dato un colpo di grazia all'”ancient régime”.

Ho l’impressione che tutto quello che fino a ieri mi aveva convinto che fosse “il pericolo” e la negatività per la società e per la Chiesa, sia invece “il sintomo del domani”.

Almeno per quello che mi riguarda starò molto più attento nel rifiutare “per principio” l’innovazione, anche la più radicale.

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