I politici? Li affido a Dio!

Avrei la tentazione di rassegnarmi. Vedendo come vanno le cose prima e dopo le ultime votazioni, penso che il mondo della politica sia irrecuperabile. Voglio però respingere ad ogni costo questa tentazione per due motivi.

Uno: quando le utopie sono calate nella realtà, fatalmente si impoveriscono e si sporcano di terra. Per questo motivo ritengo che tutti gli educatori e le guide spirituali del popolo non devono mai aspettarsi che i loro sogni si avverino totalmente, o calarsi, essi stessi nella mischia, darsi alla militanza concreta, ma devono rimanere ancorati alla missione di proporre gli ideali i più alti e i più nobili possibile.
Per questo concordo col nostro presidente Napolitano e con tutti coloro che non si stancano di parlar bene della politica come valore assoluto. E sono in disaccordo con chi, invece, anche tra le gerarchie ecclesiastiche, tresca per soluzioni pratiche, cioè per schieramenti di partito.

Due: perché sono profondamente convinto che per dar voce al popolo e per realizzare la democrazia nel Paese, è indispensabile una mediazione attraverso una rappresentanza del popolo mediante i partiti; le soluzioni diverse, quali regimi assembleari, o le deleghe a singole persone, anche carismatiche, si sono dimostrate catastrofiche e incapaci di dare risposte valide alle attese della gente.

Di certo i limiti, i difetti, gli abusi e gli imbrogli in qualsiasi regime, cosiddetto democratico, sono pressoché inevitabili, perché l’uomo, qualunque cosa faccia, dà a ciò di cui si occupa, l’impronta del suo limite. Io rimango però del parere che la peggior democrazia è sempre preferibile anche alla miglior dittatura.

Dopo il fallimento della Democrazia Cristiana, che pretendeva di avere il monopolio della voce dei cattolici italiani, ho visto positivamente lo “spalmarsi” dei cattolici all’interno dei vari partiti, con l’implicita intenzione di essere concordi sui valori fondamentali; sennonché m’è parso che il progetto sia fallito per il prevalere della logica dei singoli partiti che si sono scelti.

Ho seguito con qualche interesse e soprattutto con curiosità, il sogno di Casini di dar vita, al Centro, ad un partito, se non confessionale, almeno gradito alla gerarchia, però mi pare che questa iniziativa non abbia avuto seguito e, meno ancora, l’armeggiare della Cei per rilanciare un partito più attento alle attese della Chiesa, mi pare stia avendo successo.

Spesso interrogo i miei “consulenti”, ma mi pare che nessuno abbia le idee chiare a tal proposito. Per ora, a livello personale ho deciso di fare quello che riesco, per formare coscienze libere che credono nella solidarietà e nel servizio al prossimo; i politici li affido a Dio, perché Lui solo può “salvarli”!

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