Spero che il messaggio valga l’impegno che richiede

Nota: come sempre ricordiamo che don Armando scrive questi articoli con largo anticipo. Il libro oggetto di queste riflessioni è infatti già disponibile nella chiesa del cimitero di Mestre.

Il signor Luigi, con l’aiuto sporadico di qualche altro volontario e con quello della moglie Laura, sta lavorando a tutto vapore per rilegare i cinquecento volumi dell’ultima mia opera, il diario tratto dal settimanale “L’incontro” del 2011, che uscirà con il titolo “In attesa del giorno nuovo” .

L’impegno e la fatica di questo meraviglioso collaboratore, preciso ed infaticabile, da un lato mi fa enormemente felice, perché il suo lavoro è per me uno splendido segno di amicizia e di affetto: chi mai può rimaner indifferente al fatto che una persona che ha casa, moglie, figli e nipoti, trovi il tempo per dedicare giornate su giornate per stampare il diario di un vecchio prete? Stampare e rilegare un volume di più di 300 pagine con mezzi davvero artigianali, quali quelli di cui noi disponiamo al “don Vecchi”, è veramente un’impresa epica, poco meno difficile della scoperta dell’America che Cristoforo Colombo fece disponendo di quei gusci di noce che erano le caravelle con cui affrontò l’immenso e turbolento oceano. Comunque sperimentare questo tipo di sana amicizia mi fa veramente bene e m’aiuta a non mollare quando sono stanco e sarei tentato di ritirarmi in casa di riposo.

Dall’altro lato però mi impone ancora delle domande più inquietanti: ha senso impegnare tanto tempo a più di una trentina di volontari che scrivono, inseriscono in computer, stampano, piegano e portano ogni settimana in più di sessanta postazioni all’incirca cinquemila copie de “L’incontro”? Ha senso spendere una cifra ragguardevole anche se il volume è stampato in proprio con l’opera gratuita di tanti volontari?

Sono domande alle quali vorrei potermi rispondere con un “si” preciso, invece mi rimangono dei dubbi che mai riuscirò a risolvere. Sono ancora convinto, o almeno spero, che almeno le tesi di fondo delle quali è permeato tutto il volume – quali promuovere una Chiesa povera ed un atteggiamento di servizio, pungolare il popolo cristiano e specie il clero per un servizio sempre più generoso, sottolineare ciò che di positivo c’è nella Chiesa e promuovere una corresponsabilità da parte di tutti i credenti ed altri valori complementari – meritino tanta fatica e tanto denaro. Spero di “mettere nel mercato” quanto prima le 500 copie che ribadiscono fino all’esasperazione le suaccennate proposte.

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