Mi pare che pretendere efficienza dagli enti pubblici sia più che un diritto!

Mi sono fatto una cattiva fama presso gli uffici del Comune e forse presso qualche assessore. Pare che mi ritengano una persona che pretende, che forse voglia essere privilegiato e che non abbia pazienza di aspettare che le pratiche facciano il loro corso.

Più di una volta l’architetto Zanetti, che da alcuni anni è il professionista a cui ci siamo affidati per progettare il “don Vecchi” di Marghera e di Campalto, di fronte alla mia insofferenza per le lungaggini del Comune, mi confidò che in città godo della stima e della protezione di molte persone, ma ve ne sono altre che non mi sopportano e che non approvano il mio modo di rapportarmi con l’amministrazione comunale.

Qualche giorno fa (relativamente a quando è stato scritto questo intervento, NdR) ho spedito al Comune e all’Anas una lettera, con tanto di protocollo, sulla questione della messa in sicurezza dell’uscita ed entrata da via Orlanda al Centro don Vecchi di Campalto. Per la settantina di anziani ottantenni il salire e lo scendere dall’autobus che da Campalto li porta al “don Vecchi” e viceversa, rappresenta una vera roulette russa, tale è il pericolo di via Orlanda dove c’è un traffico estremamente intenso e veloce proprio lungo il rettilineo antistante il Centro.

Ho chiesto personalmente all’assessore Ugo Bergamo, responsabile della viabilità e all’ingegner Entimino Mucilli, capo del compartimento dell’Anas una pista ciclopedonabile che congiunga il Centro a Campalto. Ambedue si sono dichiarati attenti e disponibili ma impossibilitati a finanziare la pista perché privi di fondi.

S’è concordata allora una soluzione tampone per una parziale messa in sicurezza dell’ingresso ed uscita, in attesa che questi enti possano disporre delle somme necessarie. Il costo della soluzione tampone se la sobbarca per la maggior parte la Fondazione dei Centri don Vecchi, pur non spettando ad essa questo compito.

Sono passati ben cinque mesi dall’inaugurazione del Centro, senza che si sia arrivati ad alcunché per la mancanza dei permessi. Io mi sono recato in queste due amministrazioni: locali lussuosi e confortevoli, fattorini eleganti e numerose segretarie, un apparato veramente consistente, ma per quel che mi riguarda: nessun risultato.

So che il Comune ha quattromilaseicento dipendenti ed è la più numerosa azienda della zona e l’Anas non so quanti, comunque ha un’organizzazione efficiente per raccogliere denaro. Un dipendente Anas, non appena è apparsa sulla facciata del nostro edificio di Campalto la scritta “Centro don Vecchi”, ci ha minacciato una multa; abbiamo pagato la tassa, ma è arrivato cinque mesi dopo il permesso di scoprire la scritta.

Mi renderò forse ulteriormente antipatico, ma qualche giorno fa ho ribadito, con lettera raccomandata, che se succedesse il sia pur minimo incidente, partirebbe immediata una mia denuncia alla magistratura. A me pare che pretendere efficienza dagli enti pubblici, che i cittadini pagano, non sia un diritto, ma un dovere!

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