Il cardinale Marco Cè

Anche quest’anno mi sono giunti per tempo gli auguri del cardinale Cè, in occasione del mio ottantatreesimo anno di età. Pubblico il testo, da lui scritto a mano, per testimoniare la finezza e la nobiltà d’animo del nostro vecchio Patriarca:

06.03.2012:
Caro don Armando, si avvicina il tuo compleanno; auguri! Alla nostra età gli anni corrono.
Vedo con piacere che sei sempre sulla breccia, ringraziamo il Signore.
Con affetto,

Marco Cè

Sono certo che il Cardinale non manda solo a me gli auguri, ma li invia a tutti i sacerdoti del patriarcato, e non lo fa solo ora che praticamente la sede è vacante, con la partenza del cardinale Scola e il fatto che il nuovo Vescovo, Francesco Muraglia, non ha ancora preso possesso della diocesi, ma ha sempre mandato gli auguri a tutti i suoi preti fin da quando è sbarcato a Venezia tanti anni fa.

Il fatto poi che io non sia mai stato un prete solito a frequentare né la curia né le riunioni, che non abbia mai avuto un atteggiamento remissivo ed ossequioso, ma che anzi abbia sempre manifestato il mio pensiero e talvolta anche in maniera critica e tagliente, dà la misura della finezza d’animo, della signorilità e dell’umanità di questo vecchio prete che la diocesi di Crema ci ha donato e che s’è talmente legato a noi da rimanere a Venezia anche quando ha finito la sua missione pastorale e quindi poteva tornare alla sua terra. Io ho capito forse troppo tardi la levatura morale e la ricchezza di spirito di questo vescovo umile, remissivo, discreto e quanto mai generoso.

Ogni volta che mi giungono questi attestati di affetto, avverto quasi rimorso per non aver capito per tempo che dono il Signore ha fatto alla Chiesa di Venezia e quindi anche a me in particolare. L’ultima volta che l’ho sentito per telefono fu in occasione dell’inaugurazione del “don Vecchi” di Campalto, quando mi disse: «Don Armando, verrei molto volentieri ma le gambe non mi reggono più».

So però che, nonostante questa sua infermità, continua a predicare in occasione dei ritiri e degli esercizi spirituali al Cavallino, dando una sublime testimonianza di zelo apostolico.

In genere io non sono troppo delicato con gli alti prelati, ma devo convenire che ci sono anche oggi dei santi vescovi e che certamente il cardinale Cè è uno di questi, e ciò è una gran grazia del Signore per la nostra gente ma soprattutto per noi preti.

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