Traditori di ideali

La figura del traditore è per me sempre losca e deludente e mi provoca istintivamente un sentimento di rifiuto e perfino un po’ di ribrezzo.

Al traditore abbino anche la figura di chi si approfitta della buona fede altrui e di chi millanta sentimenti non veri o proposte ed offerte puramente formali perché intaccate dal tarlo dell’egoismo e dell’interesse.

Anche l’opinione pubblica normalmente avalla queste reazioni verso le persone che non sono limpide, trasparenti ed oneste nel loro comportamento e nelle loro proposte.

Qualche tempo fa mi sono soffermato a riflettere su questo argomento in rapporto ad una mia presa di posizione (come sempre mi avviene, dura e tagliente) nei riguardi del comunismo cosiddetto reale, ossia non quello dell’utopia, del sogno di un mondo più giusto, ma quello che storicamente ha tradotto il “manifesto” di Marx, ossia quello del regime sovietico, dei Paesi dell’est e dell’America latina.

Mentre rileggevo le mie affermazioni taglienti, decise, forse perfino spietate, m’è venuto di pensare ad un’anziana signora che mi è molto cara, che stimo tantissimo e a cui voglio bene. Ebbene alla fine ella fu, e forse è ancora, una comunista convinta, che ora soffre e si sente a disagio vedendo le misere rovine dei suoi sogni e dei suoi sacrosanti ideali di giustizia.

Purtroppo ci sono state delle losche figure che hanno approfittato di aspirazioni alte e belle per costruire regimi dispotici, sanguinari e rovinosi. Io non solo comprendo, ma quasi mi faccio carico, dell’amarezza e della delusione di milioni di persone che hanno dato credito a chi s’è offerto di tradurre a livello politico i loro ideali del tutto condivisibili. Altrettanto condivido la delusione di chi ha abbracciato una visione evangelica della vita e della storia e poi s’è accorto che certi uomini di Chiesa o certe aggregazioni religiose si sono impadronite del messaggio di Gesu, e dell’adesione candida e generosa di tanti suoi discepoli, solamente per gloria effimera e pacchiana.

Come mi provoca ribrezzo chi si approfitta del bisogno di amore di creature rimaste sole, contrabbandando con risposte apparentemente rispondenti alle legittime attese, con la libidine e il capriccio mascherati di parole belle.

Il prendersi gioco delle persone che perseguono grandi e nobili ideali, tradire le loro aspettative perseguendo invece fini loschi e meschini, è di certo un sacrilegio che merita il castigo di Dio e il biasimo degli uomini.

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