Spero che Monti segua la sua coscienza!

L’argomento su cui ho riflettuto ultimamente, l’ho riesumato da vecchi ricordi ed esperienze del sessantotto.

In quel tempo andavano di moda le assemblee e le soluzioni “assembleari” come il massimo livello di democrazia possibile. Chi non condivideva questa posizione, che poi s’è visto che corrispondeva pressappoco alla moda del momento, non meno vanesia di quella appena comparsa nel mondo femminile – stivali, calze di maglia nera ed un gonnellino inconsistente che assomiglia molto ai perizomi delle tribù della foresta – veniva definito con un colpo alla nuca: “sei un fascista!”.

Ritorno all’argomento: molti sono convinti che solamente le soluzioni che nascono da un’assemblea più numerosa possibile sono soluzioni democratiche. Nulla di più falso! La verità e il bene non nascono dalla maggioranza numerica, ma dall’intelligenza e dall’esperienza su un certo argomento. L’ascoltare, il tener conto, il valutare le opinioni più disparate, sono un dovere ed una risorsa, ma poi la scelta deve essere fatta dal capo, dal responsabile.

Non c’è peggior democrazia di quella in cui il responsabile è in balia del numero degli interessi, delle minacce. Il capo vero è quello che ascolta, media, ma poi decide con la sua testa, costi quello che costi.

Sto seguendo in questi giorni con attenzione e preoccupazione il comportamento di Monti e del suo governo. Attorno a lui c’è la bagarre dei tassisti, dei farmacisti, degli ordini professionali (categorie odiose di privilegiati), sindacati, parlamentari di destra e di sinistra.

Spero che Monti resista, ascolti tutti ma faccia quello che in coscienza ritiene giusto fare per il bene del nostro Paese. Lo preferisco bocciato e mandato a casa che saperlo succube dei prepotenti e degli egoisti. Se Monti è costretto ad andare a casa l’Italia potrà sempre contare un cittadino libero ed onesto, mentre, se si lasciasse condizionare, avremmo un “re Travicello” di cui nessuno saprebbe cosa farsene.

Nella piccola e povera esperienza, anch’io ho avuto a che fare con consigli, piccole lobbies, interessi più o meno ambiziosi, ma posso dire con ebbrezza che “ho sempre deciso io”. L’unico padrone che riconosco e a cui ho dato, e darò, le chiavi di casa, è la mia coscienza.

Questo modo di fare, che però per me è l’unico veramente democratico, costa molto. Per questo motivo raddoppierò la dose di Ave Marie per Mario Monti.

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