La Bibbia che sogno

Ebbi modo in passato di citare un libro che ho letto moltissimi anni fa e che mi ha interessato oltremodo. Si intitolava “La Bibbia aveva ragione” e tentava di spiegare con una razionalità lucida e con argomentazioni condivisibili, quelle pagine della Bibbia che noi, uomini disincantati del terzo millennio ed eredi del secolo dei lumi, non riusciamo ad accettare come avvenimenti reali.

La spiegazione che quel volume portava non escludeva “il miracolo” o l’intervento divino, ma li riconduceva ad una cornice comprensibile ed accettabile senza che “gridasse vendetta” alla nostra esperienza e alla nostra razionalità.

Porto ad esempio un episodio della Bibbia che ricordo; il passaggio del Mar Rosso da parte degli ebrei e l’affogamento dell’esercito egizio. Secondo l’autore avrebbe soffiato un forte vento che avrebbe abbassato il livello dell’acqua così da permettere, nei guadi meno profondi, il passaggio degli ebrei. Al cessare del vento del nord si sarebbe alzata la marea affogando gli egizi. Noi a Venezia ne abbiamo un’esperienza lampante con la marea che si alza e si abbassa a causa del vento di scirocco.

Per associazione di idee pensai a questa tesi leggendo, durante l’avvento, la bellissima pagina di san Luca che racconta l’annunciazione e che il Beato Angelico tradusse con i colori dolcissimi ed incantati della sua tavolozza.

Ho letto in passato una Bibbia, o meglio alcune pagine della Bibbia scritte non nella traduzione letterale, dall’aramaico, ma in un italiano corrente. Era quanto mai piacevole la lettura che si rifaceva alla lingua che noi comunemente parliamo. Io però sognerei ancora un passo oltre, ossia che qualcuno fosse capace di decodificare il testo, che si rifà ad una tradizione ed una cultura infinitamente lontane e diverse dalla nostra, leggere e riportare “il mistero” alle conoscenze, alla sensibilità e alle leggi scientifiche che siamo andati scoprendo durante i secoli.

Avevo tentato di fare io questa operazione che reputerei tanto importante per dare razionalità a tutti gli eventi narrati dal Vangelo, ma da un lato mi sono accorto che non ho la capacità di farlo e dall’altro che non so neppure se sia possibile farlo senza nulla togliere all’intervento di Dio. Faccio un esempio: per me sarebbe molto più comprensibile ed accettabile che l’arcangelo Gabriele (sapendo che angelo significa “messaggero”) fosse raccontato come una “intuizione”, una “folgorazione” che illumina improvvisamente la mente della Madonna, piuttosto di quell’essere strano con due ali sulle spalle di cui mai nessuno ha incontrato un esemplare.

Lascio perciò a chi è più colto di me portare avanti questo progetto ambizioso, ma allettante.

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