E’ Gesù che ci insegna a cercare le persone lontane dalla Chiesa

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere e poi fare una riflessione dall’altare su una delle parabole più semplici ed innocenti di tutto il Vangelo: la pecorella smarrita.

Ho l’impressione che oggi noi preti non gradiamo troppo trattare questo argomento perché il titolo e il contenuto della breve e candida parabola è diventato quasi un luogo comune al quale si fa riferimento per la pecorella protagonista del racconto. Mi sono sorpreso di essere un po’ intaccato anch’io da questo atteggiamento che guarda con superiorità di adulto smaliziato questo racconto evangelico.

Il modo di accostarmi al testo sacro proviene anche dal fatto che nella parrocchia della mia infanzia avevamo un vecchio cappellano che non aveva fatto carriera, il quale, nelle sue prediche, ritornava, per dritto o per rovescio prevalentemente su due argomenti: la pecorella smarrita e gli dei falsi e bugiardi con i quali se la prendeva con tanto vigore e passione.

Mentre in sagrestia leggevo il testo per prepararmi alla riflessione dopo il Vangelo, come per una illuminazione interiore fui colpito da un insegnamento veramente forte che la parabola, apparentemente tanto elementare, conteneva. Gesù ci insegna a non covare da mane a sera, e in tutte le occasioni, quel gruppetto di fedeli che costituiscono l’assoluta minoranza del “gregge”, ma a non darci pace, invece, per la stragrande maggioranza delle “pecore” che ora, per un motivo o per un altro, se n’è andata.

Facciamo poco o nulla per i “lontani”. Le nostre comunità non sono attrezzate per questo apostolato ed avvertono altrettanto poco questa esigenza e questo dovere.

“L’incontro” è un periodico a cui sta profondamente a cuore questo problema e “vive” per questo tentativo di dialogo, di approccio e di recupero di chi se n’è andato. Ahimè, forse per questo motivo, che mette una pulce sull’orecchio e che suona come un pungolo, il periodico viene accolto benevolmente da pasticcerie, botteghe, banche, luoghi “laici” per loro natura e trova, purtroppo, l’ostracismo nelle parrocchie.

Proprio qualche settimana fa, mi hanno riferito di un giovane parroco di primo pelo che rifiutava “L’incontro”. Gli scrissi per domandargli se era vero, per non importunarlo ulteriormente, ma questi, come un altro di un’altra parrocchia del centro, neanche si degnò di darmi risposta.

Poco male! Come Paolo di Tarso, lascio pure a questi pastori coccolare i rimasugli del gregge rimasto ed io mi occuperò dei “gentili”, sperando di essere in linea con la parabola della pecorella smarrita insegnataci da Cristo.

Una risposta a “E’ Gesù che ci insegna a cercare le persone lontane dalla Chiesa”

  1. ahimè… siamo tutti un pò “pecorelle smarrite”… chi più chi meno, si bivacca, cercando di tirare avanti, spesso guardando altrove per non incontrare la fatica che ci impone un cambiamento radicale e un modo di relazionarci anche con la distratta società di oggi che considera “il diverso” un peso da scartare…poi, in ogni controversia o situazione, è sempre colpa dell’altro! così tacitiamo la coscienza e andiamo avanti giudicando questo e quello…da più parti ascoltiamo , ormai quasi indifferenti, che la società ha guastato le famiglie… io la penso diversamente! Caso mai sono le famiglie che hanno ferito la società, soprattutto quei genitori che ai figli danno ciò che costa di meno: soldi e troppo tempo libero!… gli stessi genitori che si arroccano nel silenzio, mettendo in serio pericolo i propri figli e i figli degli altri, scegliendo di non denunciarli quando sanno che spacciano (e ne diventano tacitamente complici), o i pusher che vendono loro le dosi … vede don Armando quante “pecorelle smarrite” e quanto lavoro ci sarebbe da fare!? E.S.

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