Chi sfascia le città va fermato!

Vi sono eventi particolarmente forti che si affacciano all’attenzione dell’opinione pubblica, i quali mi turbano profondamente, mi mettono in crisi e mi indignano e creano in me un senso esasperato di sfiducia e di malanimo nei riguardi dell’organizzazione dello Stato, delle sue istituzioni e dei suoi responsabili. Ho poi la sensazione che l’opinione pubblica, esasperata per la marea di disordine sociale che ogni giorno le si rovescia addosso dai mass-media, finisca per abituarvisi e, dopo un momento di condanna, di rifiuto e di esecrazione impotente, finisca per voltar tristemente pagina, delusa e rassegnata.

A parte i disastri ambientali, dovuti pure all’incuria, all’irresponsabilità dei cittadini e degli amministratori pubblici – ma in questi casi c’entra pure la componente di fenomeni naturali non sempre controllabili – ci sono altri eventi che, pur talvolta ufficialmente motivati da ragioni ideali comprensibili e condivisibili, finiscono per permettere ad alcune schegge impazzite, irresponsabili e violente della nostra società, di scatenarsi con inaudita violenza e spirito di distruzione assurda contro tutto e contro tutti. Mi riferisco alla guerriglia che ultimamente s’è scatenata in occasione della ferrovia ad alta velocità in valle Susa e all’ultimo “sacco di Roma”.

I centri sociali sono risultati gli organizzatori e i protagonisti di questi fatti delittuosi contro le leggi dello Stato e contro il patrimonio pubblico e privato. Non riesco minimamente a capire perché non si chiudono questi covi della guerriglia e non si avviino a campi di rieducazione sociale gli irrimediabili. Forse lo Stato non ha i mezzi? Mi pare di no! Ripeto ancora una volta che sono stato quanto mai sorpreso dal gran numero di soldati e di mezzi che lo Stato ha a disposizione in occasione della parata del 2 giugno, voluta dal presidente Napolitano.

Io, ripeto ancora una volta, sono contrario alla guerra e perciò anche all’esercito, ma se proprio si pensa che non se ne possa fare a meno, perché non lo si adopera per fermare qualche migliaia di esasperati rompitutto?

A me lo Stato ha minacciato una multa perché ho fatto scrivere “Centro don Vecchi” sulla nuova struttura per anziani e sto aspettando da più di tre mesi l’autorizzazione a farlo, pagando una tassa, mentre a questi aderenti ai centri sociali si permette di sfasciare una città, far danni per milioni di euro, e di fronte a questa guerriglia urbana se ne prendono due o tre che poi la magistratura mette fuori dopo un paio di giorni.

E’ questo lo Stato di cui Napolitano ci invita ad essere fieri? I benpensanti e la sinistra o la destra mi dicano pure quello che vogliono, ma io non ci sto!

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