Il consumismo e lo spreco vanno abbandonati per uscire dalla crisi!

Ritorno su un tema che credo fondamentale se si vuole superare la crisi economica che incombe su tutto il mondo occidentale, ma che a dire il vero investe anche l’Estremo Oriente, anche se la sua economia pare che vada a tutto vapore. Infatti in India e soprattutto in Cina non è che la povertà sia una prospettiva paventata, perché in realtà non ha mai cessato di esistere: è ricco l’apparato statale, sono ricchi i quadri del partito, ma operai, contadini, non solo sono costretti a lavorare con ritmi ed orari che nei paesi occidentali non sono neppure immaginabili, ma hanno paghe che da noi non sarebbero mai accettate e perciò la crisi la soffrono da millenni perché non se ne sono mai liberati.

La verità di fondo che deve passare, lo si voglia o meno, è che il nostro mondo occidentale s’è costruito un lussuoso castello fittizio, di cartapesta, illudendoci di essere dei castellani che possono vivere da nababbi, mentre in realtà siamo in bolletta! Il mondo occidentale da mezzo secolo vive sopra le sue possibilità, da un lato sfruttando il terzo ed il quarto mondo e dall’altro illudendosi che il consumo produca eterna ricchezza.

I governi, i ministri delle finanze, le agenzie e le riviste economiche, gli organismi internazionali possono dire quello che vogliono, proporre leggi e riforme, però l’unica soluzione che risulterebbe valida è che dai più ricchi ai più poveri ci rassegniamo a vivere più sobriamente, non sprecando, riducendo i consumi e, ancora, recuperando “gli avanzi”.

Al “don Vecchi” io ho un osservatorio che mi permette di verificare tutto questo perché da un lato vedo che recuperiamo talmente tanti indumenti dimessi, ma in ottimo stato da non riuscire a smerciarli neppure chiedendo pochi centesimi, e dall’altro lato ho modo di vedere che ogni giorno anche i cittadini meno abbienti e ai margini della miseria, sono disposti a pagare un indumento tre quattro volte tanto purché sia nuovo.

C’è una mentalità condizionata dai mass-media che impongono una moda che cambia troppo rapidamente e poi siamo imbevuti di consumismo per cui “l’usa e getta” è diventato legge assoluta. Capisco fino in fondo che è ben difficile lanciare e far passare questo messaggio contro corrente, ma d’altronde non credo che ci sia altra soluzione risolutiva.

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